La lunga maratona elettorale di ieri ci ha portato a scoprire tutti i nuovi sindaci del Lecchese. Tra novità e riconferme, ribaltoni, vittorie clamorose, sconfitte brucianti, pronostici azzeccati e inaspettati cambi di bandiera, lo scacchiere amministrativo della nostra provincia ha un nuovo volto.

Analisi semiseria delle elezioni comunali nel Lecchese

Ieri vi abbiamo dato conto, praticamente in diretta di quanto è accaduto ( per leggere gli articoli dedicati ad ogni comune al voto, per guardare le foto e ascoltare le dichiarazioni dei protagonisti nelle video interviste basta cliccare qui). Oggi è il momento di qualche sorriso, perchè questa tornata elettorale è stata ricca di curiosità.

Le omonimie

Cominciamo dalle omonimie. Due, in questo caso. Da una parte la sfida dei Pasquini, a Casargo tra Antonio e Giovanni si è risolta a favore del primo a discapito del secondo che proprio non l’ha presa bene… (“Auguri a chi avrà la responsabilità di governare: se è vero che ora finalmente potrà metter il pane in tavola almeno due volte al giorno, possiamo assicurargli che troverà ben altro pane per i suoi denti nell’assise consiliare” ha tuonato il Giuan padano).

Giovanni Pasquini e Antonio Pasquini

Antonio Rusconi… alla seconda

Dall’altra una seconda omonimia è stata decretata dalle urne ieri. Dal 27 maggio 2019 infatti la provincia di Lecco ha due Antonio Rusconi sindaco, l’uno su una sponda del nostro ramo del Lario, a Bellano, l’altro su quella opposta, a Valmadrera.

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Antonio Rusconi e… Antonio Rusconi

 

Grassi fucina di amministratori (… e che dire della leva del ’79)

E sebbene Antonio Rusconi, quello lagheè diciamo, non sia stato tra i protagonisti della chiamata alle urne di domenica, lo ritroviamo al centro di un’altra simpatica curiosità di questo tornata elettorale. Sì perchè il primo cittadino di Bellano ha iniziato il suo percorso scolastico al Liceo Scientifico Gian Battista Grassi di Lecco insieme a due altri novelli sindaci: Chiara Narciso, nuovo fiore all’occhiello di Oggiono, e quell’Antonio Pasquini che ha sconfitto il rivale Giuan. Non solo ma con loro c’era anche un’altra amministratrice lecchese, Gaia Bologini, assessore all’Urbanistica di Palazzo Bovara. Che dire w la leva del 1979 e w il Grassi (Il Liceo).

Chiara Narciso e Gaia Bolognini

Tutto cambia per non  cambiare

E chiudiamo il cerchio con il clamoroso pari e patta di Margno:  Marco Cariboni e Giuseppe Malugani hanno ottenuto 135 preferenze a testa (e non possono nemmeno giocare il numero al lotto…)

 

Marco Cariboni e Guuseppe Malugani

Un cosa già singolare, ma che diventa incredibile se si pensa che già 10 anni fa le elezioni a Margno erano finite con un clamoroso pareggio. Nel 2009 si presentarono tre liste:  “Lista civica di Margno” di Giuseppe Malugani e la lista “Dieci per cento” di Massimiliano Malugani ottennero entrambe con 96 voti. A spuntarla poi fu, al ballottaggio Malugani…. ops Massimiliano.