Adriano Galliani lancia la sua candidatura politica.

Adriano Galliani lancia la sua candidatura politica con Forza Italia

Decine di tifosi e appassionati di Forza Italia, mercoledì sera, per accogliere Adriano Galliani. L’ex amministratore delegato del Milan è capolista del partito di Silvio Berlusconi al Senato per il collegio che coinvolge anche la provincia di Lecco. E dall’Nh Hotel ha lanciato la sua candidatura politica, intervistato da Michela Vittoria Brambilla, giornalista per una sera.

L’incontro con Berlusconi

Una serata leggera e in amicizia in cui Galliani ha raccontato del suo rapporto con Berlusconi: «Io sono monzese, avevo un’azienda elettronica che si occupava di trasmissione del messaggio televisivo: ero uno dei tanti imprenditori brianzoli, con 50-60 dipendenti. Quando nacquero le tv private, incontrai Berlusconi: mi invitò una sera a cena e mi chiese se sarei stato in grado di costruire con lui tre tv, perché voleva avere le stesse dimensioni della Rai per competere. Poi mi disse: se lei è disponibile, comprerei il 50 percento della sua società. Io gli feci un prezzo, e ci accordammo».

L’arrivo al Milan

E il Milan? Anche la storia di Galliani col club rossonero cominciò in maniera curiosa: «Berlusconi conosceva la mia passione per il calcio, poiché ero vicepresidente del Monza. Anzi, quando il Milan era in B ci trovammo anche a vedere alcune partite del Milan a Monza. Poi quando lui decise di rilevare il club io fui considerato da lui l’esperto di calcio. Questo è l’Adriano Galliani che nessuno conosce: quando facevo le cose serie nessuno mi conosceva, purtroppo (scherza, nda) quando poi ho cominciato a inseguire il pallone tutti hanno saputo chi era Galliani». L’ex ad rossonero ha poi stilato il suo podio dei giocatori milanisti passati dalle sue mani: «Primo Marco Van Basten, non c’è dubbio: è la Madonna per me. Il secondo Baresi, un giocatore immenso. Infine Kakà… Oppure togli Kakà e metti Maldini. Ma ce ne sono tanti, anche Weah».

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La candidatura con Forza Italia

Galliani si è poi soffermato sulla scelta di candidarsi alle elezioni politiche del 4 marzo e sul suo rapporto con Berlusconi. «Divergenze con lui ne ho avute alcune, ma le risolviamo tra di noi e non esce nulla. Ma non ho mai pensato di lasciarlo. E’ sempre stato un innovatore: gli altri architetti costruivano condomini, lui invece costruì una città intera. Anche nel calcio era innovatore, basti pensare che il primo allenatore che prese era Sacchi, che mai era stato in Serie A. E’ più di 20 anni che cerca di farmi fare politica, ma non l’avevo mai fatto perché non volevo rovinare il rapporto coi tifosi del Milan. Ora però mi ha convinto a lanciarmi in questa nuova avventura. Lui dice che sono un uomo del fare, quindi è convinto che possa portare la voglia di fare tipica di noi brianzoli. Penso di poter sintetizzare il nostro impegno in 3 meno e 3 più: la più importante è meno tasse, poi meno Stato e meno vincoli con l’Europa. I più invece sono più solidarietà, più sicurezza e più garanzie per i cittadini. La flat tax davvero è la sola cosa che può far ripartire l’economia. Mi piange il cuore nel vedere le tante aziende e acciaierie chiuse, anche qui nella zona di Lecco».