Il ruolo degli enti locali, dei Comuni e dei sindaci, baluardi del territorio. Ma anche la necessità di riportare al centro dell’attenzione del discorso politico, anche al di là delle elezioni, le potenzialità e le eccellenze del territorio. A partire dall’ospedale di Merate. Questi i temi di una lettera aperta scritta da Angelo Baiguini, ex direttore del Giornale di Merate, oggi candidato per il Movimento Cinque Stelle al collegio uninominale della Camera dei Deputati di Merate.

Pubblichiamo integralmente la lettera di  Angelo Baiguini

Caro direttore,

vorrei approfittare della sua ospitalità per riprendere due argomenti che in questi giorni di concitata campagna elettorale sono passati colpevolmente in secondo piano: il ruolo dei sindaci e il futuro dell’ospedale di Merate.

Proprio il sindaco di Merate Andrea Massironi, nell’aprire i lavori del forum elettorale organizzato lunedì scorso in Municipio, ci ha fornito un “assist”  sull’argomento.

“In questi ultimi sette-otto anni i Comuni sono stati svuotati della loro autonomia – ha detto Massironi –  Merate si è vista ridurre i fondi da parte dello Stato per più di tre milioni di euro. Chiunque di voi andrà a Roma cerchi di ridare dignità ai Comuni. C’è bisogno di tanto buon senso, perché il Patto di stabilità è una follia: Merate ha in cassa 10 milioni di euro ma non li può toccare, neppure per le spese più irrisorie”.

Massironi del resto ne sa qualcosa, visto che soli pochi giorni fa ha finito per pagare di tasca propria la sostituzione della batteria di un’auto del Comune.

E’ questa solo una delle tante assurdità nelle quali i sindaci si dibattono ogni giorno. 

Il ruolo dei primi cittadini

Personalmente, e come Movimento 5 Stelle, riteniamo che la figura del sindaco rappresenti un caposaldo indispensabile per la Democrazia partecipata. Nel suo intervento di ieri pomeriggio, l’onorevole Riccardo Fraccaro, presentato dal candidato premier Luigi Di Maio come ministro in pectore dei Rapporti con il Parlamento, ha ben spiegato come il Paese abbia bisogno non solo di recuperare la centralità del Parlamento, ma di implementare anche il decentramento. Che tradotto in parole semplici significa fare in modo che gli amministratori locali – i sindaci – possano disporre delle reali risorse per “far prevalere ed emergere le potenzialità di un territorio che solo loro conoscono”, in termini di problemi e priorità.

 

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“La voce rimossa dei sindaci”

 

Sempre giovedì Ferruccio De Bortoli ha scritto sul Corriere della Sera, nell’articolo “La voce rimossa dei sindaci”, che in questa campagna elettorale è mancata la partecipazione di coloro che più di altri rappresentano il territorio. “Afflitti da un diluvio di norme poco chiare”, hanno un’infinità di responsabilità, “più di quelle che gravano sulle spalle di un parlamentare o di un consigliere regionale”, ma pochissima discrezionalità decisionale. Eppure sempre ai sindaci, in primis, si rivolgono i cittadini quando qualcosa non funziona.

Baluardo dello Stato sul territorio

Per quanto ci riguarda riteniamo che ai sindaci e di conseguenza ai Comuni, primo e fondamentale baluardo dello Stato sul territorio, si debba riconoscere l’autonomia di cui hanno bisogno. Perché se è importante restituire ai cittadini la possibilità di partecipare alle fasi decisionali della politica, a maggior ragione è importante che i sindaci possano decidere in piena autonomia e con senso di responsabilità quali risorse investire sul territorio, in quali servizi e con quali priorità.

Riaccendiamo i rifelttori dul Mandic

 Sempre rimanendo in tema di priorità, non va dimenticato il nostro ospedale per la cui difesa ho combattuto strenue battaglie anche come direttore del Giornale di Merate. Non mi sfuggono le criticità del Mandic, soprattutto in relazione agli altri presidi dell’Asst di Lecco. Importanti turn over ai vertici di alcuni dipartimenti chiave e l’incerto destino di alcune strutture potrebbero ridisegnarne nel prossimo futuro i rapporti di equilibrio con l’ospedale Manzoni di Lecco. L’imminente inaugurazione della Pneumologia al Mandic rappresenta un indubbio segnale positivo, ma la situazione dell’ospedale permane per alcuni aspetti critica e l’attenzione deve rimanere alta. Dopo le elezioni regionali e nazionali del 4 marzo, sarà pertanto necessario riaccendere i riflettori sulla partita dell’ospedale e al fianco dei sindaci del territorio vigilare sulle scelte che ne determineranno il futuro.

Angelo Baiguini