Tutto secondo copione: il Gruppo Ferrarini, incassato il ritiro del Gruppo Amadori dall’acquisto del salumificio Vismara, ha depositato una nuova proposta di concordato, rendendo inutile l’udienza inizialmente convocata per oggi, mercoledì 6 novembre, dal Tribunale di Reggio Emilia.

Vismara, nuovo concordato

A spiegare i passi compiuti da Ferrarini è Sido Bonfatti, ordinario dell’Università di Modena e consulente legale del gruppo reggiano che detiene la proprietà dello storico salumificio di Casatenovo. “Il Consiglio di Amministrazione di Vismara, constatati gli effetti della comunicazione di Alimentare Amadori, ha ritenuto opportuno, con il fine di consentire la salvaguardia dei livelli occupazionali e lo svolgimento ordinato dell’attività aziendale, depositare ieri indata 4 novembre la rinuncia alla proposta di concordato preventivo originariamente depositata, in quanto, basandosi la stessa sulla proposta di investimento di Alimentari Amadori, non avrebbe più potuto essere portata ad esecuzione – ha spiegato Bonfatti – Martedì mattina Vismara ha poi depositato un nuovo ricorso di concordato preventivo (cd. “Preconcordato”), con il fine di disporre del tempo necessario per potere sviluppare un programma di interventi con un nuovo partner industriale in grado di sostenere la prosecuzione dell’attività aziendale ed il piano di ristrutturazione dei debiti della Società”.

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L’offerta della cordata di imprenditori

Ignote, al momento, le reazioni di Ferrarini alla manifestazione di interesse da parte della cordata composta da Intesa San Paolo, Gruppo Bonterre, Opas e Casillo Partecipazioni. “In tempi auspicabilmente brevi il Tribunale di Reggio Emilia si esprimerà in merito alla concessione del termine richiesto, nonché sulla designazione del Commissario Giudiziale e del Giudice Delegato.
Si precisa che la nuova situazione venutasi a creare su Vismara non comporta nessun effetto pregiudizievole sulle altre società del Gruppo (Ferrarini SpA e Società Agricola Ferrarini SpA). Società che sono tornate ai livelli produttivi, occupazionali e commerciali precedenti al concordato sia in Italia che all’estero e che stanno quindi procedendo esattamente come nelle attese e come prospettato dai piani presentati” ha concluso il legale del Gruppo Ferrarini.