Secondo giorno consecutivo di sciopero alla Maggi Catene di Olginate. Questa mattina, mercoledì 13 marzo, i 53 dipendenti si sono nuovamente riuniti fuori dai cancelli della storica azienda in via Milano, tutti uniti e compatti per chiedere maggiori certezze sul piano di concordato e in particolare riguardo al Tfr dei lavoratori destinato ai fondi pensionistici integrativi che i dipendenti rischiano di non vedersi rimborsato in toto.

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I motivi del presidio

“I lavoratori sono in sciopero da ieri (martedì 12 marzo) e fino a domani, giorno in cui ci sarà un incontro importante in Confindustria – spiega Elena Rossi della Fiom-Cgil – I lavoratori sono in sciopero perché chiedono maggiore certezza rispetto al piano concordatario e ai loro crediti. Legalmente, infatti, i crediti dei lavoratori devono essere soddisfatti al 100% e posizionati nella categoria privilegiati, invece l’azienda ha posizionato questi crediti nella categoria dei chirografi che prevede un soddisfacimento soltanto parziale, di circa il 28%: è la prima volta che vediamo una cosa del genere, che ci ha lasciato spiazzati. Per questo i lavori, che hanno sempre accompagnato e supportato l’azienda in questo percorso di crisi che dura da alcuni anni, hanno deciso di dire no a questa situazione che deve essere sistemata sia per i lavori della Maggi Catene, sia perché può creare un precedente pericoloso per altre persone”.

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Domani l’incontro in Confindustria

“Domani in Confindustria ci sarà un tavolo ufficiale, in cui arriverà una risposta ad almeno un problema del concordato, ovvero quello legato al rimborso totale dei crediti dei lavori – commenta Marco Oreggia della Fim-Cisl – Sembra che l’azienda sia intenzionata a rivedere il documento del concordato che però rappresenta un primo passo importante. Successivamente, in base a quello che accadrà, decideremo se continuare il nostro presidio o tornare a lavorare in azienda, ma stando sempre e comunque molto vigili su questa situazione”.

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Una media di 5 stipendi arretrati

“Lavoro in azienda da molti anni: è andata bene fino al 2010, ma poi per noi è iniziato un periodo di crisi, dovuta alla mancata liquidità – spiega una delle due Rsu aziendale, Antonia Balossi Antonia della Cisl – Le cose non son cambiate e la situazione sta creando seri problemi economici ai dipendenti. La media è di 5 stipendi arretrati, compresa la 13esima… aspettiamo l’incontro di domani mattina in Confindustria, sperando in una risposta positiva…”.

(con la collaborazione di Mario Stojanovic)