Sciopero di 4 ore, dalle 8 alle 12 di oggi, lunedì 22 luglio 2019, davanti ai cancelli della Finder Pompe di via Bergamo a Merate. L’azienda, che opera nel settore della progettazione e produzione di pompe e sistemi ingegnerizzati per Oil&Gas, era di proprietà del gruppo americano Dover. Nel 2018 è però stata venduta ad Aturia, società indiana. La situazione economica della Finder non è delle migliori. Il 2016 e il 2017 hanno chiuso con bilanci in rosso. Nel 2018 è stato ottenuto un utile, ma per effetto di un’importante commessa che la direzione giudica “di natura irripetibile”.

Sciopero alla Finder Pompe: si teme il licenziamento di una trentina di operai

Di fronte a questa situazione, la proprietà ha deciso di mettere in atto un piano di riorganizzazione aziendale intervenendo, sono le parole della direzione, «su una struttura aziendale sovradimensionata rispetto al fabbisogno». Questo piano prevede un ridimensionamento del sito di Merate, uno spostamento a Gessate di alcune funzioni (amministrazione, commerciale, acquisti, ecc.), il potenziamento della struttura commerciale, la vendita di parte dell’immobile. Per gestire la crisi, l’azienda ha chiesto che sia prevista la cassa integrazione straordinaria per tutti i 95 dipendenti. Ma il timore principale è il licenziamento di una trentina  di operai.

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I sindacati

Domenico Alvaro, sindacalista di Fiom Cigl, annuncia che il 24 ci sarà confronto con  rappresentanti di Aturia e per il giorno successivo è stato convocato un incontro in Regione per  la cassa integrazione. “Se non cambieranno le condizioni proposte non firmeremo. Confidiamo nel fatto che enti e istituzioni locali ci diano sostegno in questa situazione così delicata e complessa”. Presenti al picchetto odierno  anche Lorena Silvani di Fim Cisl e vertici delle Rsu.