Sostenibilità , innovazione e un’attenzione crescente verso il mondo dei giovani, l’assemblea generale 2019 di Confindustria Lecco Sondrio e Confindustria Como ha conquistato il pubblico presente a Lariofiere, a Erba.

 

Un evento diverso dal solito, privo di una relazione dedicata alle problematiche del mondo dell’impresa, ma interattiva e coinvolgente, al passo con i ritmi dell’innovazione. Protagonisti gli studenti delle province di Lecco e Como provenienti dagli istituti tecnici e professionali: la linfa vitale dell’industria di domani.  “Io ci sarò. Prendiamoci cura del nostro futuro. Insieme” un claim di sicuro effetto, ma anche una strada da percorrere senza alcuna paura. Un augurio importante destinato alle 1.000 persone presenti in sala venerdì mattina, imprenditori, manager, rappresentati del mondo istituzionale e giovani, pronti ad accettare le sfide del futuro. «Siate pensatori liberi, investite sulle vostre eccellenze e avvicinatevi al mondo del lavoro. Siate curiosi e conoscete il mondo, lasciatevi sorprendere! L’azienda è fatta di persone, il team è il futuro» questo l’invito dei presidenti Lorenzo Riva e Aram Manoukian.

Gli interventi

«La musica ci insegna uno dei valori più importati: l’ascolto intenzionale – evidenzia il direttore d’orchestra Daniele Agiman -. Parliamo di allearsi, confederarsi, costruire un futuro insieme… sono parole straordinarie accomunate da una parola fondamentale: la relazione. Quella relazione che è il cuore della musica, ma anche della società». E allora «Prendiamoci cura del futuro. Insieme. Imprenditori e studenti in una squadra unica, un binomio che rappresenta un capitale umano incredibile – afferma Gianfelice Rocca, presidente del Gruppo Techint – Il futuro passa da questa fondamentale alleanza. A livello internazionale la competizione è enorme per stabilire chi definirà gli standard digitali, sociali e ambientali. Cina e Usa possono essere protagonisti di questa guerra, ma l’Italia può giocare questa partita solo schierata con l’Europa. Vince chi legge il futuro, chi lo crea e si adatta al domani». Duro l’affondo del presidente Rocca sui temi d’attualità. «Siamo in un circolo vizioso, dalla questione Ilva non ne usciamo. Abbiamo cercato di rendere sostenibili degli impianti che non lo sono… Mose e Alitalia vanno in questo verso. Non abbiamo al volante del nostro “autobus Italia” una guida sicura, ma come imprese possiamo fare la differenza». Accanto ai grandi colossi dell’imprenditoria internazionale esiste la realtà delle piccole e medie imprese, la linfa vitale dei territori. «Stanno cambiando le regole del gioco, da soli non bastiamo più – netta la sentenza di Francesco Casoli, presidente di Aidaf e di Elica SpA -. Il nostro capitale umano è quello che oggi vediamo nelle prime file, gli studenti. Per realizzare i nostri sogni serve prima di tutto, svegliarsi e accettare il cambiamento. La dimensione micro non regge il mercato, è tempo di sinergie». Il domani per lo psichiatra e psicologo Paolo Crepet  si fonderà sul coraggio e sul merito. «Stiamo vivendo un’emergenza sociale. Gli imprenditori non tutti sono uguali: ci sono i sognatori e chi vive alla giornata. I primi amo chiamarli “intraprenditori” perché hanno un grande pregio, non si accontentano di quello che stanno facendo e sono grandi visionari». Ma Crepet parla anche ai giovani e al loro ruolo sociale. «La tecnologia digitale è fantastica, ma rischia di diventare uno strumento di omologazione davvero spaventoso. Siate attivi in tutto quello che fate. In un Paese troppo zeppo di scuole che regalano il diploma, quello che serve alle aziende è gente che osa. Deve rischiare l’impresa nel cercare il suo futuro, ma lo deve fare anche lo studente nell’attività di ogni giorno. Il 35% delle aziende oggi muore nel passaggio generazionale. Questa tendenza si può e si deve invertire».