Indagine di Federmeccanica

Riflessioni sull’Industria Metalmeccanica-Meccatronica e le sfide attuali

Il 66,7% delle aziende metalmeccaniche del campione segnala difficoltà nel trovare personale qualificato, essenziale per sostenere i piani di crescita.

Riflessioni sull’Industria Metalmeccanica-Meccatronica e le sfide attuali

Sono stati pubblicati i risultati dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica riguardante l’Industria Metalmeccanica-Meccatronica italiana. A livello territoriale, il presidente della Categoria Merceologica Metalmeccanica e Meccatronica di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Galbiati, ha sottolineato che “il quadro resta stabile, con dati che confermano la buona salute del nostro sistema produttivo, nonostante le sfide del contesto nazionale e globale, molto complesso e in continua evoluzione. Questa situazione richiede cautela e influisce sulla pianificazione di investimenti strategici a lungo termine”.

Le sfide del settore

Galbiati ha evidenziato un ulteriore aspetto critico: “Accanto ai costi energetici, che rappresentano un problema per le imprese italiane, è fondamentale considerare il futuro dell’ex Ilva. Questo è un asset strategico per il Paese e condivido le osservazioni del presidente di Federmeccanica, Simone Bettini, sull’importanza di avere una produzione di acciaio adeguata in Italia”.

In un contesto in cui la competitività dell’industria europea è sotto pressione, il CBAM, nella sua attuale formulazione, rappresenta un ulteriore ostacolo per le imprese europee nei mercati internazionali, aumentando anche gli oneri burocratici. È quindi necessaria una revisione strutturale di questo meccanismo, in linea con le modifiche previste per il sistema ETS.

I dati più recenti, elaborati dal Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio, mostrano un aumento della domanda nel settore metalmeccanico e meccatronico nel secondo semestre del 2025. La variazione tendenziale rispetto al periodo luglio-dicembre 2024 è di circa sei punti percentuali e mezzo (+6,4%), mentre il confronto con i primi sei mesi del 2025 evidenzia un incremento congiunturale più contenuto di circa un punto percentuale e mezzo (+1,5%).

Per quanto riguarda il fatturato, si registra un incremento tendenziale, ma un lieve calo congiunturale. Rispetto al semestre precedente, il fatturato è aumentato di circa quattro punti percentuali (+3,9%), mentre il confronto con i primi sei mesi del 2025 mostra una diminuzione dello 0,8%.

Tra luglio e dicembre 2025, l’occupazione ha mostrato una stabilità dei livelli, con una maggioranza delle imprese (73,3%) che ha mantenuto gli organici e il 22,8% ha riferito un’espansione. Tuttavia, il 66,7% delle aziende metalmeccaniche ha segnalato difficoltà nel reperire personale qualificato, in particolare figure tecniche e ad alta specializzazione, necessarie per sostenere i piani di sviluppo.

Analisi dei dati nazionali

Nel 2025, la produzione metalmeccanica/meccatronica ha registrato una diminuzione dello 0,9% rispetto all’anno precedente, con la Germania che ha visto un calo dell’1,9%. Il settore Automotive ha subito la contrazione più significativa, con un -11,1%. L’export metalmeccanico/meccatronico è aumentato del 2,9% in valore, ma rimane lontano dalle crescite a doppia cifra che caratterizzavano il settore fino al 2022. Solo il 28% delle imprese ha segnalato un miglioramento del portafoglio ordini, mentre il 9% valuta la situazione della liquidità come “cattiva o pessima”.

Il 63% delle imprese metalmeccaniche utilizza acciaio e, per quasi la metà di esse (42%), l’approvvigionamento incide per oltre il 30% sui costi di produzione. La maggior parte degli acquisti avviene sul mercato interno, con oltre il 60% che acquista in Italia (34% da produttori, 29% da distributori), seguita dalla UE (22%), extra-UE (9%) e Cina (6%).

Il 64% degli imprenditori considera l’acquisto di acciaio italiano un asset strategico per la competitività del sistema Paese e per il 68% del campione, il rilancio dell’ex ILVA è cruciale per l’industria europea, soprattutto in vista dell’applicazione del regolamento CBAM. (Per consultare l’indagine: www.federmeccanica.it)