Alla scuola media Stoppani al Belledo si son raccolti i frutti dell’ulivo della legalità. Un “raccolto”, quello di stamattina, non solo simbolico. Il progetto era stato avviato nel 2016, finanziato dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese. Ma il “seme” lo aveva messo due anni prima Paolo Cereda, coordinatore di Libera Lecco.

Il giardino della Stoppani “un bene comune”

La piantumazione dello “ulivo della legalità” alla Scuola Stoppani avvenuta nel maggio 2014 – da sinistra la professoressa Elisabetta Rurali, Giulia Venturini (Arci) e Paolo Cereda (Libera Lecco)

Risale al 2016 la partecipazione al bando “Noi per i beni Comuni” indetto dalla fondazione Comunitaria del Lecchese. La scuola elaborò allora un progetto di riqualificazione degli spazi verdi esterni del plesso di via Grandi. Non si trattava solo di rifare il prato e piantare le aiuole per rimediare all’incuria. Ma di portare a compimento un impegno generato dalla collaborazione con Libera Lecco.  Il Legalitour organizzato da quest’ultima nel corso dell’anno scolastico 2014/15,  si era concluso alla Stoppani con il dono di un alberello di ulivo molto particolare.  La pianta arrivava infatti dal laboratorio di legalità Francesco Marcone di  Cerignola. Un emblema di memoria e di impegno. I terreni sono infatti un bene confiscato dallo Stato alla Mafia e ora affidato ad una cooperativa sociale.

Pace, legalità, giustizia

Fu lo stesso Paolo Cereda, scomparso lo scorso settembre,  a mettere a dimora l’ulivo. Ai suo piedi piedi è stata apposta una targa. Incise le parole di don Luigi Ciotti: “Non fate della legalità un idolo, ma un mezzo per raggiungere la giustizia”.  Il senso è stato ricordato durante la cerimonia di questa mattina: l’ulivo è un simbolo di pace, che è frutto della giustizia, che si raggiunge con la legalità. Una catena virtuosa che libera energie. In più davanti all’ulivo i ragazzi hanno piazzato una panchina. “Tutti noi abbiamo momenti in cui siamo tentati di cedere ad un atto ingiusto. Allora prendiamoci un attimo di riflessione davanti a questo ulivo e chiediamo ‘da che è parte sto?'” ha invitato Luigi Guarisco, referente regionale di Libera.

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Semi di legalità frutti di bellezza

Per non lasciare l’ulivo in mezzo ad un selva di erbacce, gli alunni hanno cominciato a progettare il nuovo giardino. L’idea suggerita da Paolo Cereda, del resto, era che da cose belle nascono cose belle. Ma soprattutto che le cose buone sono di per sé belle. Per realizzare quel progetto mancavano solo i fondi. Che poi sono arrivati con la vittoria al concorso della Fondazione comunitaria lecchese. Di mille euro il bonifico. Il presidente della Onlus Mario Romano Negri è stato invitato stamattina proprio per vedere quello che i mille euro hanno aiutato a fruttare.

Il valore della collaborazione

“Qui a scuola ci crediamo molto. Questa cerimonia non è solo un modo alternativo di chiudere l’anno scolastico” ha detto Elisabetta Rurali, la prof di Lettere che ha coordinato il progetto, coadiuvata dalla collega Eugenia Tallarico e da un genitore, l’architetto Simona Longhi. All’opera vera e propria hanno invece provveduto gli studenti del Cfpp del Consorzio Consolida. “Con i ragazzi abbiamo imparato che anche la collaborazione è un bene comune” ha sottolineato la prof Rurali. Non è mancato l’omaggio a Paolo Cereda, di cui era presente la moglie Antonia.

Il rap degli alunni di 2F

La cerimonia è stata coronata dall’esecuzione canora del brano rap con la quale la classe 2F dell’istituto ha recentemente vinto il premio intitolato a Cereda. Alla mattinata ha partecipato anche l’assessore alla Cultura Simona Piazza. “Il bene comune è solo prendersi cura di qualcosa che appartiene  a tutti noi? Non solo. qui si è fatto un passo in più, intessendo un sistema di relazioni. Qui non c’è solo una somma di persone, ma un gruppo in cui ciascuno ha voluto accanto a sé qualcun altro per realizzare questo progetto” ha detto l’assessore.