Nel cuore di Milano, in piazza Beccaria, nascerà la prima casa stampata in 3D: 100 mq realizzati nell’arco di due o tre settimane con il cemento innovativo realizzato da Italcementi. Protagonisti dell’innovativa presentazione CLS Architetti, in collaborazione con Italcementi, Arub, Cybe e Comune di Milano.

La prima casa stampata in 3D

Dal 2015, Italcementi ha cominciato a studiare la tecnologia di stampa 3D nel settore cementizio presso i laboratori a Bergamo. Il materiale che è stato sviluppato, con la relativa tecnologia, possiede le caratteristiche necessarie per essere miscelato, trasportato con una pompa da cantiere ed estruso attraverso ugelli, anche di forma differente, posti sulla testa di una macchina di stampa; al tempo stesso, è in grado di autosostenere il primo e i successivi strati depositati che, durante il processo di stampa, vengono posizionati uno sopra l’altro (stampa additiva). I laboratori di ricerca, che hanno sviluppato il know-how e le competenze tecniche, sono attrezzati con una stampante di dimensioni importanti con la quale si sono condotti studi sulla tecnologia, il processo e i materiali per la stampa 3D con tecnologia di estrusione.

Nuove frontiere

Creativity, Sustainability, flexibility, affordability e rapidity: 3D Housing 05 è una tecnologia rivoluzionaria. Rappresenta la libertà di progetto senza vincoli tradizionali. “La casa sarà sostenibile, quindi rispettosa dell’ambiente - precisa Massimo Borsa, ingegnere responsabile del laboratorio di innovazione di Italcementi -. Potrà essere demolita oppure spostata come si desidera un basso impatto ambientale durante la costruzione grazie all’utilizzo di una speciale miscela di polveri. Sarà l’espressione di un nuovo linguaggio dell’abitare”. Sarà realizzata ed esposta in occasione della settimana del Salone del mobile e della Design Week, in programma dal 17 al 22 aprile a Milano, in piazza Cesare Beccaria. Successivamente tornerà a Bergamo, all’iLab Italcementi per ulteriori studi.
Massimo Borsa, ingegnere responsabile del laboratorio di innovazione di Italcementi

«Italcementi, innovativa per tradizione nei materiali per le costruzioni, oggi è protagonista anche sulla frontiera del 3D printing – precisa Enrico Borgarello, direttore Innovazione di Prodotto Italcementi -. La società ha avuto fin dalla sua nascita, oltre 150 anni fa, un ruolo da protagonista nello sviluppo del Paese attraverso lo sviluppo di materiali e applicazioni. Dopo il cemento biodinamico di Palazzo Italia a Expo 2015, oggi Italcementi contribuisce alla realizzazione di 3D Housing, la prima casa in 3D in Italia, fornendo know-how, soluzioni e performance frutto delle attività di ricerca effettuate in i.lab, il centro di innovazione di prodotto di Bergamo. Italcementi, oggi parte di HeidelbergCement Group, vuole offrire al mercato una nuova opportunità: lo sviluppo di una nuova cultura del “costruire”, un sistema di progettazione e realizzazione basato sulle tecnologie digitali che coinvolge gli studi di architettura e di progettazione, le imprese di costruzioni, le maestranze, i centri di ricerca, le università. La realizzazione di 3D Housing in pieno centro a Milano, è la prima applicazione sperimentale di questo nuovo approccio».

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Tecnologia innovativa

Creativity, Sustainability, flexibility, affordability e rapidity: 3D Housing 05 è una tecnologia rivoluzionaria. Rappresenta la libertà di progetto senza vincoli tradizionali. “La casa sarà sostenibile, quindi rispettosa dell’ambiente – precisa Massimo Borsa, ingegnere responsabile del laboratorio di innovazione di Italcementi -. Potrà essere demolita oppure spostata come si desidera un basso impatto ambientale durante la costruzione grazie all’utilizzo di una speciale miscela di polveri. Sarà l’espressione di un nuovo linguaggio dell’abitare”. Sarà realizzata ed esposta in occasione della settimana del Salone del mobile e della Design Week, in programma dal 17 al 22 aprile a Milano, in piazza Cesare Beccaria. Successivamente tornerà a Bergamo, all’iLab Italcementi per ulteriori studi.

Professionisti in rete

Nel corso del progetto si sono alternate nel team di lavoro figure professionali di ingegneri, chimici dei materiali, architetti e tecnici/ricercatori di laboratorio, per un totale di circa 15 persone dall’inizio del progetto con oltre 15.000 ore di ricerca. Durante questi anni di ricerca, il network di professionisti e università coinvolte includono, tra le altre, l’Harvard College Graduated School of Design, l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale) e l’Università degli Studi di Firenze (Consorzio per lo Sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase). Un importante risultato dell’attività è stato lo sviluppo di una formulazione cementizia per la stampa.