Sono quasi 7000 le nuove assunzioni previste dalle imprese lecchesi nel periodo dicembre 2018-febbraio 2019. Lecco infatti è la Prima Provincia in Lombardia per quota di assunzioni a tempo indeterminato; oltre una su tre sará di  under 29,  circa una su cinque riguarderá figure high skill. Questi dati emergono dall’indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione, svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche. L’indagine è coordinata a livello nazionale da Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Una situazione positiva sul fronte lavorativo e occupazionale che è stata recentemente confermata anche dal Sole 24 Ore all’interno della annuale classifica relativa alla qualità della vita.

LEGGI ANCHE Qualità della vita 2018: Lecco scala la classifica e sfiora la top ten I DATI

Lecco, a livello italiano è infatti settima per tasso do occupazione

Entro febbraio 7000 nuovi posti

Nel trimestre dicembre 2018-febbraio 2019 le imprese della provincia di Lecco prevedono di effettuare 6.880 assunzioni: a cercare nuovo personale sarà il 19,4% delle aziende con almeno un dipendente.

I settori

Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro saranno quasi 243.000, e a livello nazionale supereranno quota 1.100.000. Nel trimestre dicembre 2018-febbraio 2019, ben il 54,5% delle assunzioni si concentrerà nel comparto manifatturiero (3.750 nuovi contratti, di cui 370 riguarderanno le costruzioni). Rispetto all’indagine precedente (relativa al trimestre novembre 2018-gennaio 2019) cala di oltre due punti percentuali la quota di nuovi ingressi nel terziario (dal 47,7% al 45,5%). In particolare, le nuove assunzioni previste saranno 860 nel commercio; 540 nel turismo; 1.730 negli altri servizi.

Lecco prima in Lombardia per assunzioni

Nel mese di dicembre 2018, sulle 1.710 assunzioni programmate dalle imprese lecchesi la quota con contratto a tempo indeterminato sale al 35,4% (a novembre era del 30,1%); la percentuale risulta nettamente superiore alla media regionale (30%) e Lecco sale dal decimo posto tra le province lombarde al primo. Aumenta anche il gap positivo rispetto alla media nazionale (che scende dal 28,1% di novembre al 27,1% di dicembre 2018). Continua il calo della quota dei contratti di apprendistato (dal 9,3% di ottobre al 9,1% di novembre, al 7,3% di dicembre), dato che comunque rimane in linea rispetto alla media lombarda e italiana (entrambe intorno al 7%). Scendono i contratti a tempo determinato (dal 58,4% al 51,6%, dato inferiore sia alla media regionale, 59%, che a quella nazionale, 61,5%). Sale la quota di assunzioni con altre forme contrattuali (dal 2 al 6%, valore più alto tra tutti i territori lombardi insieme a Monza e Varese; la media regionale e nazionale si attesta intorno al 4%). Le assunzioni “stabili” si concentrano soprattutto nel comparto “manifatturiero” (46,4%, valore più elevato tra le province lombarde) e nei “servizi alle imprese” (38,4%). Sale decisamente la quota di contratti stabili nel comparto”turismo” (dal 19,4% al 33,9%) dove rimane elevato anche il ricorso ad altre forme contrattuali (tale quota sale dal 10% di novembre al 17% di dicembre

Dove e  come si assume

Viceversa, “servizi alle persone”, “costruzioni” e “commercio” sono i settori che ricorrono maggiormente al tempo determinato (i primi due 70,5%;  l’ultimo 55,9%). Il 60,8% delle entrate programmate a dicembre riguarda imprese lecchesi con meno di 50 dipendenti; il 25,1% medie imprese; il 13,4% realtà imprenditoriali oltre 250 addetti. Rispetto a novembre, scende dal 23,1% al 20,8% la quota di assunzioni riservate a  figure “high skill” (dirigenti, specialisti e tecnici): il valore resta superiore alla media nazionale (20,4%), ma èinferiore a quella regionale (24,9%). In ogni caso, la nostra provincia scende dalla terza posizione  lombarda di novembre alla sesta, preceduta da Milano, Monza, Varese, Pavia e Como.

Leggi anche:  Lecco brilla alla Mostra dell'Artigianato

I titoli di studio

Rispetto al mese scorso diminuisce la quota di assunzioni destinate a personale laureato (dal 13,2%, al 12,9%); la percentuale risulta inferiore sia alla media regionale (17,1%, quota in crescita rispetto al 15,6% registrato per il mese precedente), sia al dato nazionale (anch’esso in aumento dal 12,8% al 13,4%). Lecco si posiziona al sesto posto in Lombardia (era terza), dietro a Milano, Monza, Varese, Como e Pavia. Viceversa cresce la quota delle assunzioni che riguarderà diplomati (dal 68,4% al 69,1%: il 34,4% con diploma di scuola media superiore e il 34,7% con diploma di istituto professionale) e diminuisce quella di risorse umane che hanno solo assolto all’obbligo scolastico (dal 18,5% al 17,9%); per quest’ultimo aspetto, Lecco si posiziona al quinto posto tra le province lombarde, preceduta da Monza, Como (entrambe con il 16,4%), Milano (17,7%) e Pavia

 

I profili più richiesti

Tra i profili maggiormente richiesti dalle nostre imprese spiccano soprattutto figure a media e bassa specializzazione, tra cui “operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche”(270 nuove assunzioni), “personale di amministrazione, di segreteria e dei servizi generali” (150 persone) e “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici” (140 nuovi ingressi).

Rispetto a novembre, torna a calare la quota delle assunzioni programmate che interesserà giovani con meno di 29 anni (dal 37,5% al 35,5%) ciononostante, Lecco mantiene la seconda posizione regionale, dopo Pavia (37,8%); il valore del nostro territorio si conferma superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (rispettivamente 31,8% e 30,3%, anch’esse in diminuzione rispetto alla scorsa indagine). Per alcune famiglie professionali la quota di “under 29” è particolarmente consistente: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (33,9%, pari a 260 figure), “area amministrativa” (66,5%, pari a 110 figure) e “aree commerciali e della vendita” (35,8%, pari a 100 unità). Altro focus dell’analisi concerne le figure professionali di difficile reperimento. La loro quota risulta in leggero aumento rispetto al mese di novembre (dal 37,5% al 37,7% di dicembre); il dato si conferma superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (rispettivamente 28,1% e 28,4%); pertanto, le nostre imprese continuano a manifestare, in media, maggiori difficoltà a reperire personale specializzato. Il fenomeno è particolarmente sentito per determinate famiglie professionali: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (36%, pari a 270 figure), “aree tecniche e della progettazione” (58,1%, pari a 160 figure) e “aree commerciali e della vendita” (35,8%, pari a 100 unità). In particolare, le difficoltà di reperimento riguardano ben il 44,5% dei 220 laureati ricercati dalle imprese lecchesi: le motivazioni addotte dalle stesse sono in primis il ridotto numero (17,8%) e la scarsa preparazione dei candidati (16,2%).