Le imprese lecchesi guardano all’estero sempre di più. “La ripresa economica delle aziende del nostro territorio nel 2017 è strettamente collegata con la loro apertura verso i mercati esteri: l’export provinciale evidenzia un +6,8% rispetto al 2016 e l’import un +12,9%; pertanto, la bilancia commerciale, pur in lieve calo (-2,1%),resta ampiamente positiva”. Il Presidente della Camera di Commercio di Lecco, Daniele Riva, commenta con favore i dati recentemente diffusi dall’Istat

Le imprese lecchesi guardano all’estero

“Nel 2017, per le importazioni, la performance lecchese è stata superiore sia al dato regionale (+8,1%) che a quello nazionale (+9%), mentre l’aumento dell’export è risultato leggermente inferiore (Lecco +6,8%; Lombardia: +7,5%; Italia: +7,4%)” aggiuge Riva. “Oltre il 90% degli scambi internazionali ha riguardato il comparto manifatturiero, e in particolare il settore metalmeccanico, che rimane il ‘cuore pulsante’ della nostra economia. Quasi il 40% delle esportazioni e delle importazioni ha riguardato la meccanica, quota di gran lunga superiore al dato regionale e nazionale (Lombardia: 11,8% per l’import e 15,4% per l’export; Italia: entrambi intorno al 10%). Nel metalmeccanico il “made in Lecco” rappresenta ben il 3,4% dell’export italiano”.

Salto culturale

“Orientarsi verso i mercati esteri, presidiare nicchie ad elevato valore aggiunto, inserirsi nelle catene del valore internazionali e nei network che scambiano conoscenze richiede un ‘salto culturale’: innovazione organizzativa, volontà di investire in nuove tecnologie e nel capitale umano, propensione a fare rete, a interagire con i Centri di ricerca, a puntare sull’eccellenza produttiva”. Il Presidente Riva conclude: “L’Ente camerale con la sua Azienda L@riodesk sostiene questi percorsi con servizi di assistenza e accompagnamento (come il ‘Punto Impresa Digitale’, ‘Lecco Crea Impresa SMART’ e l’hub informativo ‘Impresa Lecco’), iniziative mirate (da ‘Ecosistema Innovazione Lecco’ al nuovo progetto di Fondo perequativo ‘Sostegno all’export delle PMI’), azioni settoriali con ricadute trasversali (rassegna ‘Fornitore Offresi’ e altri appuntamenti presso Lariofiere, promozione turismo, cultura, filiere della sostenibilità, ecc.) ”.

La bilancia commerciale lecchese

Il saldo della bilancia commerciale lecchese – ovvero la differenza tra esportazioni e importazioni – nel 2017 è stato positivo per 1,66 miliardi di Euro (con un calo del 2,1% rispetto al 2016). Anche il saldo italiano è positivo (+47,4 miliardi di Euro, -4,4%), mentre resta negativo quello della Lombardia (-4,4 miliardi di Euro, -28,8%) [cfr. tab.1dell’allegato statistico].

Nel 2017 tutte le province lombarde hanno registrato crescite sia delle esportazioni che delle importazioni,a partire da Cremona (+15,5% per l’export e +31,8% per l’import). Lecco è in settima posizione sia per aumento delle esportazioni che per quello delle importazioni, preceduta anche da Lodi, Monza, Brescia, Milano e Mantova; va comunque sottolineato che, a differenza di altri territori lombardi, il nostro aveva messo a segno una crescita anche nel 2016 (+1,3%)

 

L’andamento settoriale dell’export

 

Come ha sottolineato il Presidente Riva, anche nel 2017 il contributo all’export lecchese è venuto prevalentemente dal metalmeccanico: prodotti in metallo (36,7% del totale) e macchinari (26,6%). Seguono a distanza i prodottitessili (6,1%); la chimica-gomma con il 6,8%; l’alimentare con il 5,5% e i mezzi di trasporto con il 5%.

 

Tra i comparti citati, quelli che hanno fatto registrare la miglior performance rispetto al 2016 sono gli “alimentari” (+9,4%, contro il +17% lombardo e il +7,5% italiano), la “chimica gomma” (Lecco+8,9%; Lombardia, +9,7%; Italia, +9,5%) e i “prodotti in metallo” (Lecco +7,5%; Lombardia +9%; Italia +8,7%)

Mercati di sbocco

Il principale mercato di sbocco del “Made in Lecco” è tuttora quello dell’Unione Europea (68,2% delleesportazioni), ed è pure in crescita: +8%. Aumenta anche l’export verso i mercati nordamericani (6,2% dell’export totale, +1%), dell’Africa (2,8%, +4,8%) e dell’Oceania               (+16,7%). Pure in crescita sono le esportazioni verso l’Asia (11,8%, +6,4%) e l’Europa non UE (8,5%, +6%); solo quelle verso il centro e sud Americaregistrano un calo (1,9%del totale, -7,7%)

 

LaGermania si conferma primo Paese destinatario dell’export lecchese, con oltre 1 miliardo di Euro, ovvero il 23,8% del totale, seguita dalla Francia (quasi 500 milioni di Euro, 10,7%), dagli Stati Uniti (oltre 252,5 milioni di Euro, 5,7%), dal Regno Unito (212,8 milioni di Euro, 4,8%) e dalla Spagna (184,4 milioni di Euro, 4,2%). Questi primi 5 mercati sono destinatari di oltre il 60% delle esportazioni provinciali totali

 

Tutti i principali Paesi evidenziano una crescita dell’export lecchese, in particolare Germania e Francia (rispettivamente +64,1 e +47,7 milioni di euro). Significativi anche gli aumenti di Regno Unito e Svizzera (rispettivamente +26,8 e +26,4 milioni di euro)

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L’andamento settoriale dell’import

 

Con riferimento all’import, il settore principale è sempre il metalmeccanico (1,1 miliardi di Euro, pari al 39,4% del totale), seguito da macchinari (395,1 milioni di Euro, 14,3%), chimica e gomma (268,3 milioni di Euro, 9,7%), legno-carta (197 milioni di Euro, 7,2%) e alimentari (178,2 milioni di Euro, 6,5%).

 

Tra i principali settori, da segnalare la crescita delle importazioni dei “prodotti in metallo” (+30,8%, contro il +17,3% lombardo e il +16,4% italiano) e della “chimica-gomma” (+10,8%, contro il +6% regionale e il +5,9% nazionale); viceversa, cala significativamente l’import degli alimentari (Lecco -11,8%; contro il +21,7% della Lombardia e il +7,6% italiano) [cfr. tab. 2, grafici 3 e 4].

 

Mercati di approvvigionamento

 

Anche per le importazioni il mercato principale resta quello europeo: 83,1% del totale (in particolare, dai Paesi UE proviene il 74,5%), ed è pure in crescita (+11,2%). Cresce anche l’import proveniente dagli altri continenti: Asia (+20,8%, contro il +3,2% regionale e il +11,9% nazionale), Africa (+33,2%, contro il +9% della Lombardia e il +10,7% italiano), America del nord (+35,2%, contro il +10% lombardo e +7,6% nazionale), America centro-meridionale (+5,4% contro il +3,3% regionale e il +5,3% italiano) e Oceania (passa da quasi 200.000 euro a oltre 3,3 milioni, +2.063,8%, contro il +3,4% della Lombardia e +11,2% dell’Italia) [cfr. grafico 5].

 

I principali Paesi da cui Lecco importa merci sono: Germania (circa 671,7 milioni di Euro, pari al 24,4% dell’import totale), Spagna (circa 258,2 milioni di Euro, cioè il 9,4%), Francia (225,3 milioni di Euro, 8,2%), Cina (184,2 milioni di Euro, 6,7%) e Regno Unito (138 milioni di Euro, 5%) [cfr. tab. 4, grafico 7].

Il principale mercato di sbocco del “Made in Lecco” è tuttora quello dell’Unione Europea (68,2% delleesportazioni), ed è pure in crescita: +8%. Aumenta anche l’export verso i mercati nordamericani (6,2% dell’export totale, +1%), dell’Africa (2,8%, +4,8%) e dell’Oceania               (+16,7%). Pure in crescita sono le esportazioni verso l’Asia (11,8%, +6,4%) e l’Europa non UE (8,5%, +6%); solo quelle verso il centro e sud Americaregistrano un calo (1,9%del totale, -7,7%)

 

LaGermania si conferma primo Paese destinatario dell’export lecchese, con oltre 1 miliardo di Euro, ovvero il 23,8% del totale, seguita dalla Francia (quasi 500 milioni di Euro, 10,7%), dagli Stati Uniti (oltre 252,5 milioni di Euro, 5,7%), dal Regno Unito (212,8 milioni di Euro, 4,8%) e dalla Spagna (184,4 milioni di Euro, 4,2%). Questi primi 5 mercati sono destinatari di oltre il 60% delle esportazioni provinciali totali [cfr. tab. 4, grafico 8].

 

Tutti i principali Paesi evidenziano una crescita dell’export lecchese, in particolare Germania e Francia (rispettivamente +64,1 e +47,7 milioni di euro). Significativi anche gli aumenti di Regno Unito e Svizzera (rispettivamente +26,8 e +26,4 milioni di euro)

 

L’andamento settoriale dell’import

 

Con riferimento all’import, il settore principale è sempre il metalmeccanico (1,1 miliardi di Euro, pari al 39,4% del totale), seguito da macchinari (395,1 milioni di Euro, 14,3%), chimica e gomma (268,3 milioni di Euro, 9,7%), legno-carta (197 milioni di Euro, 7,2%) e alimentari (178,2 milioni di Euro, 6,5%).

 

Tra i principali settori, da segnalare la crescita delle importazioni dei “prodotti in metallo” (+30,8%, contro il +17,3% lombardo e il +16,4% italiano) e della “chimica-gomma” (+10,8%, contro il +6% regionale e il +5,9% nazionale); viceversa, cala significativamente l’import degli alimentari (Lecco -11,8%; contro il +21,7% della Lombardia e il +7,6% italiano)

Mercati di approvvigionamento

Anche per le importazioni il mercato principale resta quello europeo: 83,1% del totale (in particolare, dai Paesi UE proviene il 74,5%), ed è pure in crescita (+11,2%). Cresce anche l’import proveniente dagli altri continenti: Asia (+20,8%, contro il +3,2% regionale e il +11,9% nazionale), Africa (+33,2%, contro il +9% della Lombardia e il +10,7% italiano), America del nord (+35,2%, contro il +10% lombardo e +7,6% nazionale), America centro-meridionale (+5,4% contro il +3,3% regionale e il +5,3% italiano) e Oceania (passa da quasi 200.000 euro a oltre 3,3 milioni, +2.063,8%, contro il +3,4% della Lombardia e +11,2% dell’Italia)

 

I principali Paesi da cui Lecco importa merci sono: Germania (circa 671,7 milioni di Euro, pari al 24,4% dell’import totale), Spagna (circa 258,2 milioni di Euro, cioè il 9,4%), Francia (225,3 milioni di Euro, 8,2%), Cina (184,2 milioni di Euro, 6,7%) e Regno Unito (138 milioni di Euro, 5%)