Lavoro a Lecco: quasi cinquemila assunzioni entro fine anno. Nel 4° trimestre 2018 infatti le imprese della provincia di Lecco prevedono di effettuare 4.480 assunzioni: a cercare nuovo personale sarà il 21,2% delle aziende con almeno un dipendente.

Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro saranno oltre 200.000, e a livello nazionale sfioreranno quota 1.000.000. Questi dati emergono dall’indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione, svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche. L’indagine è coordinata a livello nazionale da Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I dati raccolti sono a “scorrimento”: ogni mese vengono richieste alle aziende del territorio le previsioni occupazionali del trimestre successivo.

Il trimestre ottobre-dicembre

Nel trimestre ottobre-dicembre, il 43,1% delle assunzioni si concentrerà nel comparto industriale (1.930 nuovi contratti, di cui 320 riguarderanno le costruzioni). Rispetto all’indagine di settembre (relativa al periodo settembre-novembre) sale decisamente la quota di nuovi ingressi nel terziario (dal 57,6% al 65,7%). In particolare, le nuove assunzioni previste saranno 710 nel commercio; 530 nel turismo; 1.930 negli altri servizi.

 

Sulle 1.950 assunzioni programmate dalle imprese lecchesi nel mese di ottobre 2018, la quota con contratto a tempo indeterminato scende al 27,8% (a settembre era del 30,1%), percentuale inferiore sia alla media regionale che a quella nazionale (rispettivamente 29% e 28,1%); Lecco si posiziona comunque al quarto posto tra le province lombarde (dietro a Lodi, Milano e Mantova). Rispetto a settembre, continua la crescita della quota dei contratti di apprendistato (dal 7,8% al 9,3%), dato superiore alla media lombarda e italiana (per entrambe pari al 7%). Salgono i contratti a tempo determinato (dal 58,9% al 60,6%, dato di poco inferiore alla media regionale, 61% e analogo a quella nazionale). Scende di un punto percentuale la quota di assunzioni con altre forme contrattuali (che si attesta al 2%, valore inferiore a quello lombardo e italiano, pari rispettivamente al 3% e al 4,3%). Le assunzioni “stabili” si concentrano soprattutto nel comparto manifatturiero” (42%) e nelle “costruzioni(28,9%) mentre “servizi alle persone”, “turismo” e  “commercio” sono i settori che ricorrono maggiormente al tempo determinato (rispettivamente 74,5%, 66,8% e 66%). Da segnalare anche il forte ricorso ad altre forme contrattuali nel “turismo”, anche se in calo rispetto a settembre (9%, contro 11%).

 

Il 75,9% delle entrate programmate a ottobre riguarda imprese lecchesi con meno di 50 dipendenti; il15,4% medie imprese; l’8,2% realtà imprenditoriali oltre 250 addetti.Rispetto a settembre, scende di molto la quota di assunzioni riservate a  figure high skill(dirigenti, specialisti e tecnici, dal 31,9% al 23,2%): il valore resta superiore alla media nazionale (21,9%), ma è ora inferiore a quella regionale (25,7%). La nostra provincia è in quinta posizione tra i territori lombardi, preceduta da Milano, Monza, Pavia e Varese.Rispetto a settembre diminuisce la quota di assunzioni destinate a personale laureato (dal 22,1%, al 15,4% di ottobre); la percentuale del nostro territorio risulta inferiore alla media regionale (17,2%, quota anch’essa in calo rispetto al 22,5% registrato per il mese precedente), ma è superiore al dato nazionale (anch’esso in discesa dal 17,7% al 14,6%).

 

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Lecco si posiziona al quinto posto in Lombardia

Lecco si posiziona al quinto posto in Lombardia, dietro a Milano, Pavia, Varese e Monza (rispettivamente 20,7%, 17,2%, 16,5% e  16,2% dei nuovi ingressi previsti a ottobre). Viceversa, torna a salire la quota delle assunzioni che riguarderà diplomati (dal 61,3% al 68,8%: il 37,3% con diploma di scuola media superiore e il 31,5% con diploma di istituto professionale) e cala quella di risorse umane che hanno solo assolto all’obbligo scolastico (dal 16,6% al 15,8%; tra i territori lombardi, solo Pavia mostra un dato inferiore, pari al 14%

 

I profili più richiesti

Tra i profili maggiormente richiesti dalle nostre imprese spiccano soprattutto figure a media e bassa specializzazione: ai primi 4 posti troviamo “operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche” (280 nuove assunzioni), “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici” (190 unità), “personale di amministrazione, di segreteria e dei servizi generali”  e “commessi e altro personale qualificato in negozi ed esercizi all’ingrosso” (entrambi con 140 nuovi ingressi ciascuno).

 

I giovani

Rispetto a settembre, torna a crescere la quota delle assunzioni programmate che interesserà giovani con meno di 29 anni (dal 32% al 36,6%,) e a livello regionale solo Sondrio evidenzia una quota più alta (41,5%). Pertanto il valore rimane superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (rispettivamente 32,6% e 30,9%). Per alcune famiglie professionali la quota di “under 29” è particolarmente consistente: è il caso dell’“area produzione di beni ed erogazione del servizio” (1.000 ingressi programmati, di cui il 39,5% giovani, ovvero ben 395 unità) e delle “aree commerciale e della vendita” (320 assunzioni, di cui il 40,9% di giovani, pari a 130 persone).

 

Le figure difficili da trovare

Altro focus dell’analisi concerne le figure professionali di difficile reperimento. La loro quota continua a salire (dal 25,3% delle assunzioni previste ad agosto, al 28,5% di settembre, al 42,6% di ottobre); il dato si conferma superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (rispettivamente 30,7% e 28,9%); pertanto, le nostre imprese continuano a manifestare, in media, maggiori difficoltà a reperire personale specializzato. Il fenomeno è particolarmente sentito per determinate famiglie professionali: “area produzione di beni ed erogazioni del servizio” (38,2%, pari a 380 figure), delle “aree tecniche e della progettazione” (68,6%, cioè 185 unità) e delle “aree commerciali e della vendita” (46,7%, pari a 150 unità). In particolare, le difficoltà di reperimento riguardano ben il 48,5% dei 300 laureati ricercati dalle imprese lecchesi: le motivazioni addotte dalle stesse sono in primis il ridotto numero (21,3%) e la scarsa preparazione dei candidati (18,7%).