«Di Maio convochi subito un tavolo tra azienda, sindacati e istituzioni locali: non possiamo permettere che, ancora una volta, gli operai siano gli unici a pagare l’incapacità di una azienda multinazionale di restare competitiva sul mercato». Gian Mario Fragomeli, deputato lecchese della Brianza, annuncia così la presentazione, in accordo con il Sindaco di Valmadrera, Antonio Rusconi, di una interrogazione in Commissione Attività produttive sulla vicenda dello stabilimento Husqvarna di Valmadrera e indirizzata a Luigi Di Maio, Vicepremier e Ministro sia del Lavoro che dello Sviluppo economico.

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«Stiamo parlando – continua il parlamentare dem – di circa ottanta lavoratori, sui centodue complessivi assunti a Valmadrera, che hanno, nella stragrande maggioranza, 50 e più anni d’età, vale a dire appartenenti alla fascia anagrafica più debole in caso di un eventuale ricollocamento lavorativo (risale infatti al lontano 2009 l’ultima assunzione di un dipendente in azienda). Non dobbiamo permettere che siano loro a scontare la volontà del Gruppo Husqvarna Spa di non investire più nello stabilimento di Valmadrera. È vero, negli ultimi tre anni i volumi produttivi sono diminuiti pesantemente, ma ciò è avvenuto – per stessa ammissione della Direzione del Gruppo – non per un calo delle performance di qualità e produttività del sito di Valmadrera, ma a causa della contrazione del mercato dei rasaerba e della forte competitività dei prodotti a basso prezzo di produzione cinese. E a chi è solito ragionare solo attraverso i numeri ricordo che dietro questi lavoratori, che da settimane sono riuniti in assemblea permanente per presidiare, giorno e notte, il proprio posto di lavoro, dietro a queste donne e questi uomini ci sono famiglie intere, figli ancora da crescere, bollette da pagare, e il diritto a vivere una vita dignitosa».

Tavolo di concertazione istituzionale

«A Di Maio – conclude Fragomeli – ho chiesto pertanto, oltre alla convocazione urgente di un tavolo di concertazione istituzionale, anche di mettere in atto gli strumenti di politica industriale e di tutela sociale ed economica necessari a garantire la salvaguardia di tutti i lavoratori coinvolti e del patrimonio professionale che essi incarnano per un territorio, quale la Brianza lecchese, a forte vocazione industriale e manifatturiera».

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