Fnaarc chiede interventi

Fnaarc lancia un appello per la deducibilità dell’auto e la fiscalità degli agenti di commercio

Francesca Maggi, presidente di Fnaarc Confcommercio Lecco, sostiene la richiesta di cambiamenti normativi

Fnaarc lancia un appello per la deducibilità dell’auto e la fiscalità degli agenti di commercio

Con l’avvio del confronto sulla prossima manovra, la Fnaarc, Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, torna a mettere in luce la problematica della fiscalità per gli agenti di commercio e l’aumento dei costi della mobilità. Anche Francesca Maggi, presidente di Fnaarc Confcommercio Lecco, si unisce a questo appello.

La situazione degli agenti di commercio

Un tema cruciale riguarda la condizione degli agenti di commercio operanti in regime ordinario, che rappresentano il 38% del totale. Attualmente, il costo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto dell’autovettura è limitato all’80% di un tetto massimo di 25.822 euro, stabilito nel lontano 1986. “Da allora il prezzo delle automobili è più che raddoppiato, ma il limite di deducibilità è rimasto invariato”, evidenzia Francesca Maggi. Come sottolineato dal presidente nazionale di Agenti Fnaarc, Alberto Petranzan, “il mondo è cambiato, ma quella norma fiscale è rimasta ferma e non rispecchia più il prezzo di mercato attuale delle auto”.

Francesca Maggi e Alberto Petranzan

Il paradosso è evidente: “Le norme fiscali attuali penalizzano gli agenti nell’acquisto di un bene strumentale essenziale per la loro attività. Nonostante ciò, gli agenti di commercio sono tra i principali acquirenti di automobili in Italia”, afferma. Dati Fnaarc nazionali rivelano che gli agenti rinnovano mediamente l’auto ogni quattro anni, acquistando circa 159 veicoli nuovi al giorno e generando, nel solo 2024, acquisti per oltre 700 milioni di euro, “pur potendo dedurre fiscalmente solo una parte del costo sostenuto”.

A partire dal 2015, anno di introduzione del regime forfettario, sono aumentati anche i costi per esercitare la professione: il prezzo medio dei carburanti è cresciuto di oltre il 22%, mentre il costo delle autovetture nuove è aumentato di circa il 50%. “A questi si aggiungono gli incrementi dei pedaggi autostradali, della manutenzione e dell’assicurazione, che incidono sempre di più sui costi di esercizio dell’attività”, prosegue la presidente Maggi. “Tutti questi aumenti erodono i vantaggi del regime fiscale forfettario, che ha consentito agli agenti di proseguire la loro attività”.

Richieste e prospettive future

In questo contesto, le richieste non possono mancare. Recentemente, la Fnaarc nazionale, attraverso l’appello del presidente Petranzan, ha evidenziato che “la nostra professione deve affrontare un cambio generazionale, considerando che l’età media degli agenti è di 52 anni. Come può un giovane avvicinarsi a questa professione con costi così elevati e una fiscalità non equa? In vista della prossima Legge di Bilancio, chiediamo al Governo di aggiornare il tetto di deducibilità delle autovetture e di rendere la fiscalità più conforme ai costi reali sostenuti dagli agenti di commercio. Con i numeri che muove la nostra categoria, non si può più ignorare questa situazione”.

Attualmente, in Italia, gli agenti di commercio sono circa 230.000, rappresentando una categoria strategica per il sistema economico nazionale, in quanto intermediando ogni anno tra il 20 e il 25% del PIL, pari a circa 500 miliardi di euro.