Nel 2° trimestre 2019 le imprese delle provincie di Como e Lecco prevedono di effettuare complessivamente 18.780 assunzioni: a cercare nuovo personale sarà il 24,1% delle aziende comasche con almeno un dipendente e il 22,2% di quelle lecchesi.

Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro saranno quasi 245.000, e a livello nazionale supereranno quota 1.330.000. Questi dati emergono dall’indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione, svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche. L’indagine è coordinata a livello nazionale da Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Entro giugno quasi 19mila assunzioni tra Lecco e Como

Nel 2° trimestre 2019, il 37,1% delle assunzioni di aziende lariane si concentrerà nel comparto industriale (6.960 nuovi contratti, di cui 1.090 riguarderanno il settore delle costruzioni). Rispetto all’indagine precedente (relativa al periodo marzo-maggio 2019) cresce la quota di nuovi ingressi nel terziario (dal 58,4% al 62,9%). In particolare, le nuove assunzioni previste saranno 2.170 nel commercio, 4.130 nel turismo e altrettante negli altri servizi

Nel mese di aprile 2019, sulle 6.460 assunzioni programmate dalle imprese lariane la quota con contratto a tempo indeterminato scende al 27,9% (a marzo era del 29,4%). Lecco, con il 28,9%, mantiene il quinto posto tra i territori lombardi (dietro a Mantova, Milano, Varese e Monza Brianza, rispettivamente con il 43,4%, 35,1%, 32,9% e 31,8%). Como, con il 27,3%, occupa il 6° posto, recuperando 5 posizioni. La quota delle nuove assunzioni a tempo indeterminato previste ad aprile dalle imprese lariane resta inferiore alla media lombarda (che scende dal 33% al 30%), ma torna più alta di quella nazionale (che diminuisce dal 30,6% al 26,9%).

I contratti

Rispetto alla scorsa indagine, sale considerevolmente la quota dei contratti di apprendistato (dal 4,4% al 10,4%), facendo registrare un valore in linea con la media lombarda e superiore a quella italiana (rispettivamente 10% e 8%). Calano i contratti a tempo determinato (dal 62,4% al 59,8%, dato superiore alla media regionale, 56%, ma inferiore a quella nazionale, 61,9%). La quota di assunzioni con altre forme contrattuali scende dal 3,7% di marzo al 2% di aprile, inferiore a quella lombarda e italiana

Le figure figure “high skill”

Il 66,4% delle entrate programmate ad aprile riguarda imprese di Como e Lecco con meno di 50 dipendenti; il 17,6% medie imprese; il 16,1% realtà imprenditoriali oltre 250 addetti4.
Rispetto a marzo, in aprile si mantiene pressoché stabile la quota di assunzioni riservate a figure “high skill” (dirigenti, specialisti e tecnici: dal 14,2% al 14,1%); il valore resta inferiore sia alla media regionale (21%) che a quella nazionale (16%). In particolare, Como mantiene la 5a posizione nella graduatoria regionale, preceduta da Milano, Monza Brianza, Varese, Bergamo; Lecco si piazza al 6° posto, recuperando una posizione. Rispetto al mese di marzo, ad aprile scende la quota di assunzioni destinate a personale laureato (dall’8,9%, all’8,4%) e la percentuale del territorio lariano continua ad essere inferiore sia alla media regionale (13,2%) che a quella nazionale (10,2%)5. Como (con l’8,7%) recupera 5 posizioni nella graduatoria lombarda rispetto all’indagine precedente, posizionandosi al 5° posto, dopo Milano, Monza Brianza, Bergamo, Varese (rispettivamente 19,3%, 12,4%, 10,7%, 10,2%). Lecco (con il 7,6%) perde due posizioni, piazzandosi al 9° posto, dietro anche a Pavia, Cremona e Lodi (rispettivamente 8,6% 7,8% e 7,8% dei nuovi ingressi previsti ad aprile). In leggero calo anche la quota delle assunzioni di diplomati (dal 69,8% al 69,5%, di cui il 33% con diploma di scuola media superiore e il 36,5% di Istituto professionale), mentre sale quella di risorse umane che hanno solo assolto all’obbligo scolastico (dal 20% al 22,1%). Con riferimento a queste ultime, Como (con il 22%) risulta 4a nella graduatoria regionale6 (recuperando 3 posizioni), dietro a Monza Brianza, Milano, Varese (rispettivamente 18,8%, 19,4%, 20,5%). Lecco (22,6%) perde quattro posizioni, classificandosi all’8° posto, dietro anche a Sondrio, Brescia e Bergamo (rispettivamente 22,1%, 22,3%, 22,2%)

I profili più richiesti

 

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Tra i profili maggiormente richiesti sia dalle imprese comasche che da quelle lecchesi spiccano soprattutto figure a media e bassa specializzazione:
– per Como, “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici” (930 persone) “personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alle persone” (390 nuovi ingressi), “commessi e altro personale qualificato in negozi ed esercizi all’ingrosso” e “addetti accoglienza, informazione ed assistenza della clientela” (entrambi con 220 assunzioni previste);
– per Lecco, “operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche” (460 nuove assunzioni), “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici” (400 persone) e personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alle persone” (120 nuovi ingressi).

I giovani

Aumenta la quota di assunzioni riservate ai giovani con meno di 29 anni (dal 31,6% di marzo al 35,1% di aprile) il valore lariano è superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (rispettivamente 30,4% e 27,9%).

 

 

A livello lombardo, Como (37,3%) e Lecco (31,2%) si posizionano rispettivamente al 1° e al 3° posto (erano 2a e 4a nella precedente indagine); al secondo posto c’è Cremona (32,7%) e al quarto c’è Milano (30,9%). A Como la quota di “under 29” per alcune famiglie professionali è particolarmente consistente: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (38,8%, pari a 870 figure), “aree commerciali e della vendita” (42,5%, pari a 340 unità) e “aree tecniche e della progettazione” (35,5%, pari a 140 persone). Anche a Lecco sono simili le aree che riservano le maggiori opportunità ai giovani: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (29,9%, pari a 400 figure), “aree commerciali e della vendita” (39%, pari a 120 unità) e “aree della logistica” (34,6%, pari a 100 persone).

Le figure professionali di difficile reperimento.

Altro focus dell’analisi concerne le figure professionali di difficile reperimento. La loro quota resta consistente ed è pure in crescita (dal 29,2% al 29,6% di aprile); il dato è superiore sia alla media regionale (28,8%) che a quella nazionale (26,5%). Da sottolineare come le imprese lecchesi evidenzino maggiori difficoltà rispetto a quelle comasche a trovare il personale di cui necessitano (33,3% contro 27,5%). A Como questo fenomeno è particolarmente sentito per le seguenti famiglie professionali: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (27,3%, pari a 610 figure), “aree tecniche e della progettazione” (50,2%, pari a 210 figure); “aree commerciali e della vendita” (19,7%, pari a 160 unità). Anche Lecco evidenzia le stesse criticità: “aree produzione di beni ed erogazione del servizio” (34,5%, pari a 470 figure), “aree tecniche e della progettazione” (52,4%, pari a 160 figure) e “aree commerciali e della vendita” (23,9%, pari a 70 unità)