E’ in corso dalle 15 il tavolo istituzionale convocato negli uffici provinciali di via Matteotti per fare il punto sulla situazione di Aerosol. Un vertice tra la proprietà dell’azienda farmaceutica di Valmadrera, chiusa da prima di Natale, e i Sindacati. Presenti anche  rappresentanti istituzionali, nelle persone del sindaco Donatella Crippa e dell’assessore Antonio Rusconi. L’incontro segue quello dello scorso 14 febbraio e come allora, riuniti  in spasmodica attesa, davanti all’ingresso ci sono i lavoratori.

Aerosol ancora al palo

“Stavolta  Giovanni Bartoli è quanto meno arrivato in orario” commentavano i dipendenti con riferimento all’amministratore delegato di Seconda Investimenti, la società subentrata  alla famiglia Fiocchi, storica proprietaria di Aerosol. Tre settimane fa Bartoli era  arrivato con tre quarti d’ora di ritardo, mettendo sul tavolo un cronoprogramma fitto di impegni. Anzitutto il pagamento immediato di una delle cinque mensilità arretrate. un primo passo possibile grazie alla “iniezione”nelle casse dell’azienda di centomila euro.  Quindi, il 26 febbraio, la ripresa della produzione. Tempo due settimane sarebbe arrivata anche la liquidazione di una seconda mensilità. Perché nel frattempo il Consiglio d’amministrazione si sarebbe riunito per deliberare la ricapitalizzazione attraverso l’ingresso di un partner. Quest’ultimo avrebbe messo sul tavolo altri 500mila euro.

Non ci sono soldi per ripartire

Fatto sta che questa operazione finanziaria non pare abbia avuto esito. Il cronoprogramma è rimasto fermo al pagamento della quattordicesima e l’azienda non ha ripreso la produzione. Perché mancano i fondi per pagare le certificazioni necessarie a garantire la sicurezza degli impianti. Nulla si sa di certo del papabile partner. Tranne che si tratterebbe di una multinazionale interessata a rilevare il ramo d’azienda (poco male) ma non certo i debiti. Il vertice è in corso e si attende di conoscere  novità, varie ed eventuali.

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Il servizio d’ordine della Questura

Per nulla ottimisti i lavoratori in attesa: “Non abbiamo più parole”.   E qualcuno sottolinea che tra i 66 senza stipendio da ormai quasi sei mesi, ci sono anche coppie, moglie e marito, che non sanno più come tirare avanti. Tra loro e la porta d’ingresso agli uffici provinciali questo pomeriggio c’erano anche alcuni agenti della Questura. “Un servizio d’ordine assolutamente di routine” assicurava però la dirigente della squadra sul posto.