Il passo avanti richiesto dai lavoratori alla proprietà di Aerosol si è forse compiuto. La certezza si avrà domattina, giovedì, quando Manuela, l’impiegata addetta a paghe e contributi, avrà “schiacciato il bottone” per effettuare i bonifici della prima delle cinque mensilità che costituiscono il credito fin qui maturato dagli attuali 66 dipendenti dell’azienda farmaceutica valmadrerese.

La possibile ripartenza in tre step di Aerosol

“Quando abbiamo iniziato questa discussione eravamo in 104, oggi siamo in 66. Abbiamo già dato” ha considerato Nicola Cesana della Cgil all’uscita dall’incontro tenutosi questo pomeriggio negli uffici della Provincia di Lecco in corso Matteotti. A chiedere la convocazione del tavolo istituzionale è stata il sindaco di Valmadrera, Donatella Crippa, presente con l’assessore Antonio Rusconi.

Il pagamento della quattordicesima è il primo degli impegni garantiti da Giovanni Bartoli questo pomeriggio al tavolo istituzionale convocato in Provincia per iniziativa del sindaco di Valmadrera Donatella Crippa. Bartoli, amministratore delegato di Seconda Investimenti, società controllante Aerosol, è arrivato all’appuntamento con tre quarti d’ora di ritardo, peraltro “sgusciando” dentro il palazzo.  Il che ha creato non poco disappunto nella quarantina di lavoratori riuniti nel picchetto dinnanzi all’ingresso degli uffici di corso Matteotti. Per non farselo scappare all’uscita, ma anche per ripararsi dal gelo, il presidio si è spostato nella hall dell’edificio.

Il sindaco: “Evoluzione positiva”

I primi ad accomiatarsi dal tavolo e a scendere nell’atrio sono stati il sindaco Crippa e l’assessore Antonio Rusconi che l’accompagnava. “Spero che finalmente si sia arrivati ad un’evoluzione positiva” l’auspicio della prima cittadina. Alla quale i Sindacati hanno riconosciuto di essersi molto spesa a sostegno dei lavoratori. “In ogni caso abbiamo già fissato un ulteriore incontro in questa sede per i primi di marzo” ha annunciato Crippa. A questo punto preoccupata non solo della ricaduta occupazionale, ma anche della sicurezza dei valmadreresi. Aerosol è di fatto un’azienda farmaceutica che deve rispondere a determinati requisiti di legge a salvaguardia dell’ambiente e dei lavoratori. Fatto sta che la produzione è ferma da prima di Natale. E a detta dei dipendenti la  manutenzione anche prima non sarebbe stata proprio puntuale. Per poter ripartire occorrono controlli e relative certificazioni da parte di Arpa e Vigili del Fuoco.

Ricapitalizzazione e nuovo assetto societario

La “evoluzione positiva” anticipata dal sindaco è stata poi spiegata ai lavoratori da Nicola Cesana e Massimo Fermi, rispettivamente rappresentanti della Cgil e della Cisl. “Entro la prossima settimana dovrebbe essere convocato un consiglio di amministrazione che dovrebbe deliberare un aumento di capitale” ha detto Cesana. Spiegando che l’ipotizzato affitto/vendita del ramo d’azienda al momento non è possibile per motivi tecnici. L’iniezione di liquidità verrebbe effettuata non dall’attuale proprietà, ma da un partner industriale (noto ma taciuto per ragioni di riservatezza). Nel nuovo assetto societario il partner avrebbe la maggioranza. “Già lo scorso luglio si era parlato di  ricapitalizzazione e ala cifra era di un milione di euro” ha ricordato Cesana, tra i mugugni dei lavoratori stanchi di continue promesse. “Bartoli non ha specificato la cifra stavolta. ma ha detto che se il capitale non verrà messo dal partner, allora provvederà la proprietà”.

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Secondo step: uno stipendio arretrato e il rientro di alcuni impiegati

La proprietà ha messo subito sul piatto centomila euro. Serviranno a pagare domani ai lavoratori una mensilità arretrata. I sindacalisti hanno chiesto che venga saldata la quattordicesima.  “Come da mandato dell’assemblea noi avevamo chiesto il pagamento di due mensilità arretrate. L’azienda ci ha fatto questa proposta: entro domattina uno stipendio pieno e il rientro in azienda di un gruppetto di 6/7 persone per poter adempiere alle richieste di Arpa e Vigili del fuoco” ha riferito Cesana.

Terzo step: seconda mensilità arretrata il 12 marzo

Il crono programma ipotizzato da Bortoli prevede quindi che la attività produttiva riprenda per tutti entro la fine del mese, il 26 febbraio. Una settimana dopo, il 5 marzo, si passerà su due turni. Entro 15 giorni dalla ripresa dell’attività produttiva, attorno al 12 marzo, l’azienda dovrebbe avere disponibilità per  ulteriori 100mila euro. Attorno a quella data dovrebbe poter essere pagata la seconda mensilità arretrata. “Il sindacato ha chiesto che vengano messi sul piatto subito, alla ripresa dell’attività produttiva, quindi il 26 febbraio.  Ma Bartoli dice che è impossibile reperire quelle risorse entro il mese” ha riferito il rappresentante della Cgil. Alla fine di marzo dovrebbe comunque arrivare lo stipendio.

Il Piano Industriale

Ricapitolando: “Tre mensilità nelle prossime sei settimane e  un’azienda che ha ripreso la propria attività”. “Tutto questo non è vincolato ma è in funzione Piano industriale che sarebbe finalmente pronto e di cui  abbiamo richiesto copia. Non siamo entrati nel merito. Potrebbe prevedere un organico necessario al regime dell’attività produttiva che è diverso. Inferiore a quello attuale. Appena ne avremo copia inizieremo la discussione. Ma è uno scenario che è oltre l’oggi e il domani, oltre la fine del contratto di solidarietà in essere e durante la quale non non ci può essere discussione sulla modalità in cui l’azienda gestisce il personale” hanno sottolineato i due sindacalisti.

“Per gli ex dipendenti l’azienda proporrà proporrà piano di rientro”  hanno concluso. Per domani è convocata un’assemblea dei dipendenti per decidere. “Ma autorizzerei subito l’impiegata ad andare in azienda domattina e pigiare il pulsante per il pagamento degli stipendi. Gli unici centomila che ci sono ce li portiamo a casa…”.

L’incontro con Bortoli

Alla fine i lavoratori sono riusciti pure a incrociare Giovanni Bortoli. Dapprima reticente, l’amministratore elegato si è poi fermato sulla porta per due parole di rassicurazione. “In bocca al lupo a tutti!” ha detto cercando di congedarsi. I sindacalisti lo hanno incalzato a riconoscere “la disponibilità sempre dimostrata dai lavoratori, nella misura del rispetto reciproco delle tempistiche e delle cose dette”.  “A suo tempo le cose che abbiamo detto le abbiamo mantenute. Fino a giugno dell’anno scorso, poi è arrivato qualcun’altro…” la replica dell’ad.