Circa novanta persone hanno preso parte alla visita guidata della chiesa de La Santa a Civate, organizzata dall’Università della terza età – Uni 3 di Valmadrera, nel pomeriggio di mercoledì 11 marzo 2026. Questa iniziativa seguiva una lezione tenuta dal professor Carlo Castagna il mercoledì precedente, durante la quale era stata approfondita la storia della chiesa, le cui origini risalgono a un’epoca antica e preromanica.

Accoglienza e visita della chiesa
I partecipanti sono stati accolti dall’assessore ai Servizi sociali Rita Bosisio, responsabile del progetto Uni 3, insieme ai professori Castagna e Carlo Cantoni. Durante la visita, hanno potuto esplorare l’antica cripta sotterranea, situata sotto l’altare.

Il professor Cantoni ha fornito una breve introduzione sulla storia del luogo di culto, evidenziando il legame con il culto della dea romana Cerere, divinità dell’agricoltura, sebbene nei villaggi fossero diffusi anche culti legati a Cibele, una divinità di origine orientale. Successivamente, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di visitare la cripta sotterranea.
Le origini della chiesa si collocano in un’epoca preromanica, ma è durante il periodo romanico che l’edificio si affaccia su una via di grande transito, collegante Aquileia. Questo ha conferito al luogo un’importanza strategica, tanto che il nome Civate si presume derivi da “Clavis”, ovvero chiave.

Con il passare dei secoli e l’arrivo del Cristianesimo, il legame della chiesa con la terra è rimasto forte. Inizialmente dedicata a San Mamete, un santo legato al mondo animale e alla natura, la chiesa è stata successivamente dedicata a San Simone, con la tradizionale Fiera di San Simone che si svolgeva davanti all’edificio fino alla prima metà del Novecento. Infine, in epoca longobarda, è stata dedicata ai santi guerrieri Nazaro e Celso, i quali sono ancora oggi onorati.
Il corpo principale della chiesa, risalente circa al 1600, non conserva elementi originari, mentre la cripta presenta alcuni caratteri antichi e preromanici. Qui, in epoca pagana, si praticavano culti misterici dedicati al dio Mitra, attraverso il sacrificio del toro. La cripta, di forma rettangolare, è caratterizzata da colonne in pietra arenaria, anch’esse preromaniche, mentre gli affreschi risalgono al 1600/1700.

Particolarmente suggestiva è la vasca e il pozzo da cui, fino a poco tempo fa, sgorgava acqua. La presenza di acqua caratterizza la cripta come un luogo di grande antichità, simboleggiando un buon auspicio. Fino a non molti anni fa, le donne di Civate portavano qui i bambini che non iniziavano a camminare, convinte che intingere i piedi nell’acqua favorisse i loro primi passi. È ancora visibile il gancio utilizzato per appendere il mestolo per attingere dalla fonte.
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