Il Santuario della Vergine della Vittoria di Lecco rappresenta un’eccellenza nel panorama architettonico italiano. La sua unicità verrà messa in luce durante un evento che si terrà venerdì 6 e sabato 7 marzo 2026, con la partecipazione di un rinomato team di ingegneri e architetti, tra cui Franco Parolari, Francesco D’Alessio, Anselmo Gallucci, e specialisti del patrimonio culturale come Gian Luigi Daccò, Giovanna Virgilio.

Un progetto di valore storico e architettonico
Il progetto del Santuario, realizzato dall’architetto toscano Pietro Palumbo, si distingue per il suo legame con la scuola di Ludwig Baumann, figura di spicco del tardo storicismo viennese. Palumbo, dopo aver lavorato a Vienna, ricevette l’incarico dalla Curia di Milano per realizzare il Santuario della Vittoria a Lecco, collaborando con l’ingegnere locale Giulio Amigoni, il quale affrontò con ingegno le sfide tecniche imposte da un progetto tanto audace.

All’interno del santuario si trova un piccolo museo d’arte sacra, con affreschi e dipinti storici, appositamente selezionati per l’esposizione. Questa collezione artistica, in armonia con le modanature policrome degli altari in marmo, crea un’atmosfera di grande suggestione.
Durante gli incontri, verrà messa in evidenza anche la valenza spirituale della cripta del santuario. Questo luogo rappresenta uno dei pochi spazi in cui la memoria dei caduti dei conflitti del Novecento trascende le divisioni geografiche e ideologiche, focalizzandosi sul sacrificio umano e sulla Pietas per tutti i morti in guerra. Qui riposano circa duecento caduti, uniti nella morte, provenienti dai diversi fronti delle guerre d’Africa, della Prima e della Seconda guerra mondiale, tra cui aviatori, marinai, alpini e fanti, nonché prigionieri austriaci e russi, partigiani e militari della Repubblica Sociale Italiana.
Di seguito la locandina con tutte le informazioni: