Il boom di visitatori registrato dalla mostra «Il Tintoretto rivelato» non ha sorpreso l’assessore alla Cultura, Simona Piazza. Certo, superare di slancio le 10.000 presenze al giro di boa non era facile o scontato, ma la mostra evento aveva tutte le caratteristiche per battere tutti i record delle precedenti esposizioni allestite al Palazzo delle Paure. E, sicuramente, entro il 2 febbraio, quando la mostra chiuderà i battenti, arriverà a quota 15.000.

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Assessore Piazza, contenta del successo che sta registrando il Tintoretto?

«Sì. Sono molto contenta, anche perché dimostra la grande e crescente attenzione della città e del territorio nei confronti degli eventi culturali».


Lei è stata la prima a credere nel progetto di monsignor Davide Milani…

«Quando in agosto il prevosto ha proposto al Comune questo progetto, quasi a scatola chiusa, d’intesa con il sindaco Virginio Brivio, abbiamo subito aderito con convinzione ed entusiasmo. Allora non era ancora stata individuata l’opera e l’artista, ma l’idea era molto stimolante. Eravamo convinti che avrebbe incontrato il favore della città. E così sta avvenendo. Quello che più ci è piaciuto è stata anche la voglia di fare squadra, di fare rete, di mettere insieme Parrocchia e Comune con una serie di imprese e associazioni pronte a cooperare per offrire un evento di grande valore. La collaborazione tra pubblico e privato è stata capace di portare in città un appuntamento di grande levatura e richiamo».

Questa voglia di fare squadra rappresenta un po’ una novità…

«Lecco è la città dei campanili, lo sappiamo, anche se negli ultimi anni c’è stato più di un tentativo di fare rete. In occasione del Tintoretto ognuno ha fatto un passo indietro per far fare un passo in avanti a tutti: ognuno ha messo in campo le sue competenze e le sue responsabilità per realizzare una bellissima mostra. Ecco perché il Comune ha subito messo a disposizione il Palazzo delle Paure, ha garantito un contributo e ha collaborato alla parte organizzativa».

Simona Piazza

Quindi è un modello da replicare anche nel futuro.

«Certamente. E’ un modello che, come Comune, ad esempio, abbiamo adottato nel caso del recupero di Villa Manzoni, nel progetto del Festival della Lingua Italiana insieme alla Fondazione Treccani e altri partner locali . E’ questa la strada da percorrere se vogliamo crescere nella qualità delle proposte e nel coinvolgimento dei cittadini e di un pubblico extracittadino».

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Il Palazzo delle Paure, a dispetto del nome, sta diventando un luogo sempre più frequentato…

«Abbiamo inaugurato la sede espositiva nel 2012; da allora abbiamo organizzato circa 5 mostre all’anno per un totale di circa 35 appuntamenti incontrando un crescente interesse. E continueremo con le grandi mostre anche quest’anno promosse da ViDi. Ad aprile inaugureremo l’esposizione “Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures”. Con l’associazione Giuseppe Bovara a marzo presenteremo “Manzoni nel cuore. Manzoni e i Promessi Sposi nelle collezioni private lecchesi”. Sempre a marzo, in collaborazione con il liceo Medardo Rosso, apriremo l’esposizione dedicata alla ricerca sui movimenti femministi “Il filo rosso”. A maggio il Cai presenterà la mostra fotografica “Raccontare le vie” in occasione della rassegna “Monti e sorgenti”. A giugno organizzeremo la collettiva fotografica “Il fiume Adda. Di immagine in immagine, tra tempo e luce”. A dicembre è prevista la mostra fotografica di Luigi Erba; a febbraio alla Torre Viscontea debutterà il fotografo Stefano Pensotti; mentre in aprile l’Anpi con la collaborazione di Federico Bario presenterà una mostra sulla deportazione “Fogli di viaggio. Treni differenti”. A ottobre faremo un omaggio a Vittorio Martinelli con VitArte Lecco. Nel periodo natalizio riproporremo la tradizionale “Mostra di presepi e diorami”. Un calendario piuttosto ricco”.


Torniamo al Tintoretto. Come giudica l’Annunciazione del Doge Grimani di Jacopo Robusti?

«Non voglio rubare il mestiere al curatore Giovanni Valagussa, che ha svolto una ricerca molto profonda o vantare competenze da storica dell’arte che non sono. Mi limito a rilevare che si tratta di una tela importante e che questa mostra rappresenta un percorso che si integra bene con le proposte del Palazzo delle Paure e con il tema natalizio. Importantissimo, poi, il coinvolgimento dei 140 studenti delle scuole superiori lecchesi e dei 30 volontari che garantiscono l’apertura. Tutto questo dimostra che Lecco è una città vivace, attenta, che ha voglia di cultura e che vuole essere protagonista».