Nel cuore della vigilia di Natale si è tenuta la terza edizione de’ «La notte bianca di Betlemme», il presepe vivente organizzato dall’intera comunità della frazione.

A Novate come a Greccio il presepe vivente incanta i visitatori

«Voglio vedere almeno una volta, con i miei occhi, la nascita del Divino Infante». E’ nata così la prima rappresentazione della Natività, a Greccio, nel lontano 1223 con san Francesco d’Assisi. Una tradizione che perdura da secoli e che, nella serata di domenica scorsa a Novate, è tornata di nuovo a stupire. Nel cuore della vigilia di Natale si è tenuta infatti la terza edizione de’ «La notte bianca di Betlemme», il presepe vivente organizzato dall’intera comunità della frazione. Molte persone e, con loro, tanti bambini hanno potuto rivivere quell’evento così speciale attraversando una Betlemme ricreata ad hoc nel più particolare dettaglio paesaggistico e urbano.

110 comparse per un pubblico assai numeroso

All’appello non solo il Meratese ma anche l’intera Provincia e oltre. Un appuntamento tanto atteso che ha certamente soddisfatto le aspettative degli organizzatori. Ogni dettaglio è stato preparato alla perfezione grazie al lavoro di tanti volontari. E’ così che semplici vie, percorse quotidianamente dai loro abitanti, si sono trasformate per una notte in un luogo che ha segnato la storia. Come al solito, il percorso si è sviluppato in salita dal parcheggio della chiesa parrocchiale di via Cerri ai «piani alti» adiacenti all’asilo e all’ex canonica di Novate. Il pubblico ha così potuto rivivere una piacevole atmosfera d’altri tempi. Botteghe, attività artigianali, animali e pastorelli hanno rievocato un contesto agreste, umile e contadino che conserva il fascino di un mondo genuino e sereno tanto distante dalla realtà quotidiana. Quasi 110 le comparse che, abbigliate nel modo più adatto a ciascun ruolo, si sono prodigate per la buona riuscita della rappresentazione.

Leggi anche:  Tra la luna e le stelle rinviata la Notte Bianca di Cassago

Dal censimento ai primi vagiti del Bambinello

Falegnami, panettieri, lavandaie, speziali, calzolai e fruttivendoli sono stati i degni coprotagonisti dell’appuntamento. Ovviamente culmine della rappresentazione, iniziata con il celebre censimento indetto da Cesare Ottaviano Augusto, la nascita del Bambino Gesù. Nella capanna in cui la Vergine e san Giuseppe hanno trovato dimora i primi vagiti del Bambinello sono risuonati in tutta la loro dolcezza. Una narrazione di stampo biblico ha accompagnato tutti i visitatori che tra una bottega e l’altra, riscaldandosi con thè caldo, vin brûlé e qualche assaggio, si sono diretti al capezzale della Sacra Famiglia. Un’esperienza unica – così è stata definita – in grado di rendere tangibile la vera magia del Natale. Un’esperienza vissuta con gioia, stupore e curiosità da un pubblico assai numeroso: a distanza di secoli, insomma, il presepe vivente si presenta ancora come un appuntamento atteso e ben apprezzato.