Le opere del cisanese Mario Morelli, realizzate con pastelli a olio, arriveranno dal 6 al 28 aprile ai Bastioni di Merate per una mostra dal titolo “Segni”, organizzata in collaborazione con Artee20, con il curatore maestro Massimo Bollani e con Wanda Sharf come critico.

L’inaugurazione il 6 aprile ai Bastioni a Merate

Non prendete impegni dunque per sabato 6 aprile, alle ore 18, giorno dell’inaugurazione di «Segni» ai Bastioni di Merate. La mostra sarà poi visitabile fino al 28 aprile, il venerdì dalle 15.30 alle 18.30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30. “Mi sono subito innamorato della location a Merate e quindi ho deciso che sarebbe stata perfetta per mettere in mostra i miei quadri e far così conoscere maggiormente sul territorio le mie opere”. Ma cosa rappresenta Morelli con i suoi quadri? “La mia ricerca è volta soprattutto a trasmettere le mie emozioni, mi piace indagare nella figura umana per ricercare il sottile confine tra l’interno e l’esterno, facendo assaporare a chi guarda il quadro anche le più piccole sfumature della pelle: non voglio togliere la somiglianza al soggetto, lo voglio impreziosire, lo umanizzo, lo rendo espressione di ciò che sento e vedo dentro di me. All’interno c’è la mia sofferenza, la mia forza, la mia debolezza”.

Leggi anche:  Chiude in Lombardia il Jova Beach Party: sabato a Linate

Una passione fin dalla tenera età

Una grande passione per l’arte e per il disegno che Mario Morelli porta avanti fin dalla tenera età e che ora gli permetterà di esporre le sue opere ai Bastioni di Merate con una mostra esclusivamente dedicata a lui e alle sue opere. “Quando avevo 6/7 anni copiavo le copertine dei Tex a matita: è una passione che è nata spontaneamente dal bisogno di disegnare – racconta il cisanese Morelli – La persona che mi ha influenzato e continua a farlo è mio fratello Remigio, molto preparato e importantissimo per me perché mi ha fatto scontrare con la realtà artistica che mi circonda… Ci sono anche diversi artisti che hanno influenzato il mio percorso, in particolare l’eccentrico e schivo maestro Alessandro Baggi”.