Nel paese che annovera illustri scrittori, da Tommaso Grossi ad Andrea Vitali, si inaugura una rassegna di incontri con gli autori su un tema-ossimoro: “Il bello dell’Orrido”. Ideata da Armando Besio – che ha da poco chiuso la rassegna lariana Zelbio Cult – la nuova iniziativa è organizzata da ArchiViVitali, in collaborazione con il Comune di Bellano, delizioso paese sul ramo lecchese del lago di Como.

Il bello… dell’Orrido

Bellano è famosa a livello turistico per l’Orrido: questa gola naturale, creata dal fiume Pioverna, esercita da sempre un fascino misterioso. Le acque del fiume nel corso dei secoli hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche: gli anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose, le vertiginose pareti di roccia hanno da sempre ispirato scrittori e artisti. Un’attrazione naturale, quindi, creata dalla bellezza selvaggia, dall’alone di mistero delle rocce ripide che calamitano il visitatore di ieri e quello di oggi.Armando Besio si è ispirato al fascino di questo luogo già omaggiato da Velasco Vitali nella mostra “Caduta libera” (in corso fino al 10 novembre 2019) per inaugurare una serie di incontri con scrittori, artisti, musicisti, architetti e raccontare l’idea di spavento, stupore e meraviglia del nostro immaginario.

Appuntamento da non perdere

Quello bellanese è un paesaggio naturale che ben si lega al concetto artistico di “sublime”: proprio per raccontare questo senso di stupore e inquietudine, la manifestazione si apre sabato 21 settembre con un incontro con lo storico dell’arte Stefano Zuffi, intitolato “Il fascino del brutto. Mostri, demoni e altri orrori nella grande arte da Leonardo a Goya” (ore 18.00, Cinema di Bellano, ingresso libero). Un’opera d’arte può essere “bella” anche se rappresenta un soggetto “brutto”? Oggi siamo pronti a rispondere di sì, e infatti abbiamo accettato l’esposizione nei musei persino della “merda d’artista”. Per molto tempo, però, non è stato così. L’idea che l’arte dovesse soprattutto raffigurare e trasmettere le virtù dell’eroe kalos kai agathos (bello e buono) ha attraversato i millenni, fino a una svolta radicale all’inizio dell’età moderna, intorno all’anno 1500. Le teste grottesche di Leonardo, i demoni scatenati di Bosch, la scrofa mostruosa e il bizzarro rinoceronte di Dürer aprono una via nuova: da questo momento, anzi, la ricerca dell’insolito, dell’orrido, del bizzarro, del satanico diventa una delle strade maestre per l’arte. Ripercorriamone insieme a parole e con immagini alcuni passaggi, in compagnia di maestri dell’arte come Grünewald, Arcimboldo, Goya.

“Il bello dell’Orrido” permette di creare uno sguardo laterale, un punto di vista che – partendo dalla storia dell’arte e inquadrando il paesaggio come incipit – allarga l’osservazione anche su altri temi: testimonianze diverse, punto di incontro di storie che rendono omaggio al luogo che li ospita.

 

Le date da segnare sul calendario

Non mancano spunti diversi tra loro: sabato 12 ottobre si prosegue con Cristina Dell’Acqua e il suo recente saggio “Una Spa per l’anima” (Mondadori): i classici greci e latini, da Eschilo a Seneca, da Euripide a Cicerone, riscoperti e riletti come maestri di ben-essere interiore. L’autrice, insegnante di latino e greco e vicepreside del Collegio San Carlo di Milano, racconta di come i classici ci facciano star bene perché ci permettono di andare in profondità, alla radice dei pensieri. È una prospettiva dalla quale guardare il mondo, senza farsi travolgere dal quotidiano.

“La Bibbia ha (quasi) sempre ragione” (Claudiana) è una riflessione semiseria, “lucida e ludica” proposta sabato 26 ottobre da Gioele Dix: il grande attore comico, “educato al timore di Dio”, conversa con Armando Besio intorno al “Libro che più di tutti ci orienta, ci influenza, ci appassiona”.

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Sabato 23 novembre lo scrittore e professore di Letteratura italiana contemporanea all’Università Statale di Milano Mauro Novelli parla del suo ultimo libro, “La finestra di Leopardi – viaggio nelle case dei grandi scrittori italiani” (Feltrinelli): dalla Milano di Manzoni alla Bellagio di Marinetti, dal Naviglio di Alda Merini al Lago di Garda di Gabriele D’Annunzio e oltre, fino alla Catania di Giovanni Verga e alla Nuoro di Grazia Deledda. Vicepresidente del Centro nazionale di Studi Manzoniani, coordina il Master in Editoria promosso insieme all’AIE e alla Fondazione Mondadori. Novelli ci porta a viaggiare con autrici e autori in mezzo a ville eleganti, palazzi nobiliari, appartamenti dignitosi e umili case contadine: stanze di vita quotidiana che hanno ispirato capolavori della letteratura.

E chiude l’anno 2019 sabato 14 dicembre Giorgio Terruzzi, raccontando se stesso e le inquietudini della sua giornata, che diventa quella di ciascuno di noi. “Pro-fumo” (Cinquesensi). Vita, amori, ideali delusi, speranze non ancora sopite di un grande giornalista e scrittore, è infatti la narrazione dell’accensione di ogni sigaretta, che nell’arco delle 24 ore darà modo all’autore di riepilogare la sua vita, le sue passioni gli amori e gli ideali delusi. Un’autobiografia che è  anche un prezioso libro d’artista accompagnato dalle opere su carta di un altro accanito fumatore, Giancarlo Vitali.

 

L’apertura della rassegna / la mostra “Caduta libera”

Sabato 21 settembre, prima dell’incontro con il professor Zuffi (ore 18.00), alle ore 15.00 tutti i bambini sono chiamati a raccolta per disegnare con i gessetti colorati per terra la famosa cascata dell’Orrido: lungo la scalinata che affianca la parrocchiale e fino alla contrada che porta al Circolo (sede della mostra) e all’adiacente sede di ArchiViVitali (Associazione e archivio delle opere di Giancarlo Vitali) viene creato dalle mani e dalla fantasia dei ragazzi una sorta di “congiungimento artistico” tra l’Orrido e il luogo della mostra.

“Caduta libera” è il titolo della seconda mostra a cura di Velasco Vitali al Circolo di Bellano, lo spazio recentemente affidato ad ArchiViVitali per l’organizzazione di due mostre annuali, curate da Velasco Vitali. Quella in corso, inaugurata a luglio, è un’indagine sull’oscurità, sulle sue sorprese e i suoi fantasmi: cascate d’acqua in caduta libera, appunto, di Gianni Maimeri: la mostra è nata dalla scoperta di un nucleo di venticinque opere che l’artista dipinse rinchiudendosi fra le gole di un Orrido. Sono dipinti mai esposti al pubblico e per la prima volta visibili nel loro insieme. Sulla parete opposta della grande sala, è allestito un estratto dal ciclo Gypsoteca di Agostino Iacurci: una ricerca di oggetti e simboli della memoria popolare che filtra e plasma gli elementi di classicità reinventandoli con uno spirito Pop di echi disneyani.

 

Il curatore del festival: Armando Besio

Genovese di nascita (1957), si è laureato in Storia dell’Arte con il professor Corrado Maltese presso l’Università di Genova, ha lavorato al Secolo XIX, al Lavoro e al Venerdì di Repubblica, ed è stato responsabile per vent’anni delle pagine culturali milanesi della Repubblica. Collabora con la Milanesiana, la manifestazione culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, e dirige da 12 anni il festival “Zelbio Cult – incontri d’autore su quell’altro tramo del lago di Como”, di cui è anche ideatore.

 

La rassegna è realizzata grazie al sostegno di: 20 Red Lights, La Scala, Orrido di Bellano, Torneria Automatica Alfredo Colombo.