Il primo numero del giornalino comunale «Montevecchia informa» completamente rinnovato ha celebrato una delle più significative manifestazioni che hanno animato il Colle nel corso degli anni, un «legante in grado di coinvolgere tutta la comunità» come lo ha definito il sindaco Franco Carminati, che potrebbe presto dar vita ad un’insolita mostra. La birocciata o birocia era infatti una gara entusiasmante che si è svolta fino alla fine degli anni Ottanta in paese e che ha visto sfrecciare a tutta velocità lungo la discesa di via Belvedere decine e decine di vetture in legno prive di motore, diventate una vera e propria tradizione grazie all’omonimo club nato nel 1974 a Calolziocorte.

La Birocia, una gara folle e appassionante

Una gara folle e spericolata, che è stata poi sospesa per la sua pericolosità, ma in grado di attirare grandi e piccini da tutto il circondario, animati da un tifo allegro e appassionato, capace di unire un’intera comunità. «Il senso di appartenenza è l’ingrediente invisibile che funge da legante in una piccola realtà come la nostra, ma anche in altre molto più grandi, dove spesso sembra latitare» ha commentato il primo cittadino.
Che dopo aver reso protagonista questa manifestazione dell’ultimo numero dell’informatore grazie alle foto di Claudio Parolini, fotografo del paese che nei suoi scatti ha immortalato e continua ad immortalare i momenti più significativi del territorio, accarezza anche l’idea di una mostra sul tema.

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L’Amministrazione sogna una mostra sul  tema

«Far rivivere questo tipo di gara non è sicuramente la nostra idea, vista la sua pericolosità. Sarebbe bello, però, riuscire ad organizzare un’esposizione di “birocce”, con le vetture degli appassionati, le foto di Claudio Parolini e magari anche con qualche racconto di chi ha preso parte nel corso degli anni alla manifestazione. Per questo invitiamo chi fosse in possesso di materiale a venire a trovarci in municipio, così insieme potremo pensare a un evento che valorizzi la nostra storia e apra un bel dibattito sulla questione mobilità – ha spiegato il sindaco – Quelle foto hanno scatenato emozione, insieme al ricordo di un’epoca che ha lasciato il segno. Oltre allo spettacolo di quelle auto colorate, l’incredibile era vedere la partecipazione della gente a quella “folle” gara. Tutto il paese era in strada, i bambini e i ragazzi sprizzavano gioia da tutti i pori».
Un modo alternativo, e certamente più sicuro, per far rivivere una tradizione entrata nel cuore di molti, a Montevecchia e non solo.

Foto di Claudio Parolini.