Ormai ci siamo: quello alle porte è il week end per eccellenza  dedicato alle bellezze del territorio. Ogni anno il primo fine settimana  di Primavera infatti i volontari del FAI organizzano Giornate FAI di Primavera, la manifestazione nazionale dedicata alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese. Nel Lecchese, come annunciato, Bellano e Casatenovo sveleranno i loro gioielli: ville, chiese, oratori e non solo che per due giorni, domani e domenica, nessuno deve lasciarsi sfuggire l’opportunità di ammirare.  

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I gioielli bellanesi aperti al pubblico

Ecco i gioielli bellanesi aperti al pubblico tutti da scoprire il 23 e 24 marzo  grazie alle Giornate Fai di Primavera.

La chiesa parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso  è stata costruita dai Maestri Comacini nel XIV secolo, ed è oggi Monumento Nazionale. Sulla facciata marmorea coronata da archetti rampanti, fra l’alternarsi dei corsi chiari e scuri, spicca lo splendido rosone fregiato di ricchissime trine di terracotta, sopra un’edicola con un rilievo marmoreo di sant’Ambrogio. L’affresco strappato dalla lunetta soprastante la porta centrale è conservato all’interno della chiesa dove è notevole l’ancona che illustra la vita di Giovanni Battista, opera di artista di grande scuola dei primi decenni del XVI secolo.

 

La chiesa di Santa Marta. La facciata, frutto di un intervento che modificò l’asse della vecchia chiesa, conserva gli archetti gotici, mentre il portale a timpano spezzato, sormontato da una nicchia con statua del Battista, dovrebbe riferirsi al 1589, anno dell’aggregazione della Scuola all’Arciconfraternita della Basilica Lateranense in Roma. A pochi anni prima (1582) risale la splendida decorazione a stucco ed affresco del tiburio: negli intradossi dei due archi scampati, Profeti e Sibille, nei pennacchi i Profeti Maggiori nel tamburo i SS. Nazaro e Celso e le SS. Marta e Maria Maddalena, negli spicchi della volta, allegorie e Angeli coi simboli della Passione. E’, probabilmente di fine Cinquecento, l’asimmetrica e vigorosa sistemazione dell’innesto del presbiterio con un sistema di semi pilastri compositi. Al secolo XVII risalgono interventi diversificati nella chiesa: il campanile, gli interessanti panconi del presbiterio, rustica opera locale, il mobile di sacrestia i pezzi più antichi del tesoro.

Sarà possibile ammirare le due chiese grazie alle visite guidate curate dagli studenti del Liceo Artistico Medardo Rosso di Lecco.

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Il Santuario Madonna delle Lacrime. Il 6 agosto 1688 una Madonna Addolorata effigiata da un rilievo in gesso custodito presso la cappelletta di Lezzeno avrebbe pianto. In suo onore, con l’approvazione dei vescovi di Milano e Corno e con l’interessamento del parroco di Bellano, Paolo Antonio Rubini, venne fondato nel 1690 un Santuario su progetto di Giovanni Battista Quadrio, ultimato nel 1704, di cui è ancora ben leggibile l’elegante struttura, con facciata mistilinea, campaniletto e interno dall’elegante e robusto tono classicista. Della fase sei-settecentesca della chiesa avanzano numerose testimonianze: l’altare maggiore (1746); l’altare di S. Giuseppe a sinistra con la pala coeva; l’altare dei SS. Anna e Gioacchino a destra, con una copia del dipinto di Francesco Albani; i confessionali in noce; i numerosi ex voto; gli oggetti più antichi del tesoro. Nel 1896 la chiesa veniva elevata a Santuario arcivescovile e in tale occasione Luigi Morgari realizzò coi suoi collaboratori una complessa decorazione ad affresco.

L’oratorio di Sant’Andrea a Bonzeno. Chiesa ben conservata, interessante e in un contesto paesaggistico notevole nella quale si conserva una raro crocefisso ligneo, datato al XII secolo.

Orrido di Bellano Una visita obbligatoria è quella all’Orrido. Si tratta di una gola naturale creata dal fiume Pioverna le cui acque, nel corso dei secoli, hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche. I tetri anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose che hanno ispirato moltissimi scrittori, hanno fatto dell’Orrido la località turistica più nota del Lario. La Cà del diavol evoca nell’immaginario collettivo paure e riti satanici, rendendo palpabile il fascino misterioso del luogo. Una passerella in cemento consente al visitatore di ammirare la bellezza di un luogo veramente unico.

L’atelier di Giancarlo Vitali

Studio del pittore Giancarlo Vitali. Con l’occasione delle Giornate FAI sarà visitabile lo studio del pittore Giancarlo Vitali (Bellano, 1929 – 2018) allestito nel centro di Bellano con sue opere e strumenti di lavoro. Giancarlo Vitali nacque a Bellano, sul Lago di Como, il 29 novembre 1929. Iniziò a dipingere a quindici anni, dopo un periodo di lavoro all’Istituto d’Arti grafiche di Bergamo. Nel 1983 Giovanni Testori, dopo aver visto per caso la riproduzione di un suo dipinto, gli fece visita. Da questo incontro scaturì un rapporto di reciproca stima e di amicizia. L’anno successivo Testori gli dedicò un articolo sulla terza pagina del “Corriere della Sera” e organizzò a Milano quella che si può considerare la prima personale. Da quel momento il pittore ha esposto in molte sedi pubbliche e private, pubblica numerosi cataloghi e cartelle di incisioni. Le opere del genio bellanese scomparso nel luglio del 2018, verranno illustrate dai figli Sara e Velasco. 

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Passeggiata con Andrea Vitali

Solo per gli iscritti al FAI è prevista anche una passeggiata in centro con una guida davvero d’eccezione, lo  scrittore bellanese Andrea Vitali che mostrerà i luoghi descritti nei suoi popolari e accattivanti romanzi: le due uscite saranno sabato alle 10.30 e domenica alle 14.30.

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