Due proposte per Lecco.  La prima: rendere visibile, con un allestimento sobrio da realizzare in qualche luogo all’aperto, le Parole Incrociate che nacquero in città e che furono pubblicate per la prima volta sul “Secolo Illustrato” di Milano il 14 settembre del 1890.   La seconda: dedicare ogni anno una giornata al gioco inventato dal lecchese Giuseppe Airoldi, con il coinvolgimento delle scuole ma anche con iniziative che possano ricordare agli anziani ciò che i medici ripetono, vale a dire che passare un po’ di tempo con le caselle bianche e nere aiuta a mantenere giovani le menti.

“L’uomo delle Parole Incrociate”

La serata di presentazione del libro “L’uomo delle Parole Incrociate”, scritto da Giorgio Spreafico e pubblicato da Teka Edizioni, ieri sera ha lanciato anche queste idee dalla sala conferenze di Confcommercio dove è andata in scena nell’ambito del ciclo Leggermente Off.  C’era il tutto esaurito, c’era grande curiosità, c’erano giovani e meno giovani, c’era – al fianco dell’autore – Gianfranco Scotti, ed è stato lui a dare voce da par suo al sorprendente racconto nel quale le vicende dell’antico enigmista si intrecciano a quelle della città del suo tempo. È stata una vera festa che ha raccolto, increduli e sorridenti, anche tanti nipoti e pronipoti del geniale impiegato municipale, loro che per la prima volta hanno potuto “incontrare” e conoscere davvero quel loro sconosciuto e specialissimo antenato.

 

Una storia dal grande fascino

Anche attraverso immagini inedite Giorgio Spreafico – il cui padre Luigi, mancato a solo quarantotto anni nel 1970, fu un grande enigmista – ha ricordato il percorso con il quale Airoldi approdò al nuovo gioco. Ha rievocato i giorni del 1960 in cui un altro lecchese, Angelo Zappa, scoprì Airoldi come autore del lavoro pubblicato senza firma sul popolare settimanale di fine Ottocento. Ha ricordato che il clamore attorno alla scoperta non valse purtroppo a scalzare il giornalista inglese Arthur Winne dal piedistallo sul quale ormai da quasi mezzo secolo era stato posto, come “padre” del gioco. C’è stato spazio, durante la serata, anche per la grande stagione enigmistica lecchese degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, quando Lecco – un primato assoluto – ospitò ben quattro convegni nazionali dedicati alle Parole Incrociate e quando la città, ancora grazie a Zappa, fu la prima in Italia ad aprire a tutti una Biblioteca Enigmistica Nazionale, con sede presso la Biblioteca Civica.  

Fontanella della Sfinge

«Non è un passato di cui dovremmo essere orgogliosi? Non dovremmo riappropriarcene? Non meriterebbe di essere annotato sulla carta d’identità turistica della città?» ha detto Spreafico, mostrando una foto della Fontanella della Sfinge, dedicata ad Airoldi nel ’61 nei giardini di Palazzo Belgiojoso, da poco restaurata ma già priva d’acqua e invasa dal fogliame. E ha aggiunto: «Siamo stati la capitale delle Parole Incrociate e ci può stare, naturalmente, che le cose siano cambiate con il venire meno di persone, gruppi organizzati, pubblicazioni, iniziative. Altra cosa però, e una cosa sbagliata, è cancellare la memoria». Il libro “L’uomo delle Parole Incrociate”, uscito da pochi giorni ma già circondato da grandi attenzioni, è proprio questo: un tuffo nella memoria, un romanzo ancorato a vicende storiche e che, con leggerezza di scrittura ma anche con profondità di analisi, fa rivivere un prezioso mondo perduto e lo ripropone all’attenzione di tutti.

Giorgio Spreafico

vive a Lecco, dove è nato nel 1954. Più volte premiato per la sua attività di giornalista e scrittore, è autore anche di “Orme su vette lontane” (2002), “Enigma Cerro Torre” (2006), “Il prigioniero dell’Eiger” (2008), “Torre Egger solo andata” (2010), “Cerro Torre. La sfida” (2013), “La bici di Coppi e la sfida del Ghisallo” (2014) e “La scala dei sogni” (2015). Insieme al fratello Antonio ha pubblicato “Luce” (2013) e “L’ultima bolla” (2014).

 

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Giuseppe Airoldi

Nato a Castello (allora Comune autonomo) nel 1861, è stato anche giornalista, musicofilo e filodrammatico. Dopo aver costituito il gruppo degli “Enigmofili di Lecco”, ha fondato e diretto nel 1885 il mensile sciaradistico “La Palestra Enigmatica”. La sua città lo ricorda con la “Fontanella della Sfinge” realizzata nel 1961 nei giardini di Palazzo Belgiojoso e recentemente restaurata.