Domani, venerdì 29 novembre alle 17  in sala consiliare a Lecco, per un evento organizzato dall’ANFI di Lecco con la collaborazione del Comune di Lecco, verrà proiettato “Portavamo il sacco”, il docufilm di Riccardo Maffioli realizzato con la consulenza storica di Pierfranco Mastalli e incentrato sulle vicende ambientate tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta nell’Alto Lario Occidentale riguardanti la Guardia di Finanza e i contrabbandieri

“Portavamo il sacco”

Il docufilm “PORTAVAMO IL SACCO” del regista  Riccardo Maffioli con la consulenza storica di Pierfranco Mastalli e la partecipazione di “protagonisti” della storia (Guardie di Finanza e contrabbandieri) testimoni negli anni 1950-1970 delle vicende vissute nell’Alto Lario Occidentale e ora  raccontate) costituisce una preziosa descrizione di vicende, miniera secolare di intrecci umani, di rapporti sociali, di tradizioni, di difficili esistenze vissute con umile eroismo quotidiano, in un ambiente naturale di straordinaria bellezza ma anche di straordinaria fatica; nello stesso tempo vuole essere compendio testimoniale di gratitudine e attaccamento per una civiltà umana e sociale che pur nel naturale evolvere dei tempi si può scoprire anche nel presente, con fascino sottile.

INGRESSO LIBERO SU PRENOTAZIONE (pierfrancomastalli@libro.it)  FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Un docufilm da non perdere

Le aspre condizioni ambientali, l’economia silvo-pastorale, il difficile equilibrio ecologico e climatico, le scarsissime dotazioni di comunicazioni, hanno influenzato una cultura sociale e lavorativa di grandi e progressive limitazioni; si sono verificati elementari intrecci economici transfrontalieri ed iniziative di emigrazione intensa verso aree anche lontane italiane (Palermo- Ancona- Roma) o extranazionali (Inghilterra – Germania – Austria- Americhe); così si determinarono condizioni di vero isolamento per nuclei di popolazione localizzate nelle nostre montagne: fortunatamente però i legami di sangue sono rimasti molto stretti nel pensiero delle generazioni che si aprirono a rinnovare esperienze artistiche e culturali. 

Lo spettatore, specie se cresciuto nei tempi in questi luoghi, troverà nelle immagini emozioni, ricordi, , luci, volti, riflessioni e silenzi preziosi.

Sarebbe affascinante far riemergere nella memoria collettiva la successione dei sacerdoti delle nostre parrocchie; le care sembianze delle nostre maestre e dei rari maestri così generosi, che hanno diviso coi nostri residenti per lunghissimi periodi la loro vita, donando sempre amore ed esempio; così abbiamo ammirato le figure dei medici condotti e delle ostetriche, che con  amorevole capacità professionale e straordinario disinteresse hanno operato in quelle zone.

Si riaffacciano le modeste ma alte figure dei nostri sindaci; la serietà dei nostri consigli comunali, il fiorire progressivo delle istituzioni nei paesi; le bande locali, le prime e modeste biblioteche; rivivono le attraenti manifestazioni religiose popolari; le confraternite; le gioiose celebrazioni delle fiere; la venerazione delle chiese e degli spazi culturali; insomma un panorama evolventesi da profonde radici etiche e di amore locale.

Lo spettatore di questa intelligente fatica scoprirà che tante virtù individuali e sociali sono ancora vive nelle popolazioni di montagna, alle quali è affidato il compito di esercitarle ai nostri giorni.

“Portavamo il sacco” rappresenta anche una sintetica descrizione delle caratteristiche paesaggistiche, ambientali, storico-culturali di un territorio “alpino” in particolare del più settentrionale ed aspro della Provincia di Como: l’Alto Lario  Occidentale confinante con il Ticino e i Grigioni.

 Merita quindi un plauso ed un incoraggiamento il lavoro portato a termine  da Riccardo Maffioli e da tutti i collaboratori nel descrivere il contrabbando in un periodo e in una area di confine circoscritti, mostrandocene anche il contesto con il suo patrimonio materiale e immateriale.