La Neuer Kunstverein Aschaffenburg, in collaborazione con il Centro Studi Carlo Invernizzi di Milano e l’Associazione Culturale Amici di Morterone,  ha inaugurato  sabato 28 settembre 2019  la mostra Carlo Invernizzi and His Poetic World che presenta i molteplici aspetti del mondo poetico di Carlo Invernizzi attraverso un percorso articolato in più sezioni tematiche.

Da Morterone alla Germania: Carlo Invernizzi in mostra

L’esposizione si apre con una sala che presenta una selezione di opere su tela, realizzate da Carlo Invernizzi insieme a Bruno Querci, Nelio Sonego e Rudi Wach, affiancata dal corpus di poesie scritte a partire dal 1950. Attraverso i documenti storici e i volumi selezionati, si ricostruisce il percorso di Carlo Invernizzi sin dai “primi passi come poeta”, quando entra a far parte del gruppo di letterati costituitosi attorno a Maria Vailati – che nel 1961 fonda poíesis come Centro di attività e documentazione di poesia contemporanea.

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L’interesse per l’espressività poetica e le problematiche teoriche delle arti figurative ha fatto sì che Carlo Invernizzi instaurasse, già a partire dagli inizi degli anni ’60, rapporti di amicizia e di reciproco scambio culturale con i maggiori esponenti internazionali dell’arte visiva. Per approfondire questo significativo aspetto del mondo del poeta, il percorso prosegue con una sala in cui le sue poesie – nella versione originale italiana e anche in una traduzione tedesca – vengono esposte insieme a opere di Rodolfo Aricò, Carlo Ciussi e Pino Pinelli così da attivare un dialogo, fatto di scambi e contaminazioni reciproche, che fu presentato anche nel 1990 in occasione della mostra storica Divina mania. Una poetica bicipite. Aricò, Ciussi, Pinelli.


La terza sala del primo piano presenta un focus che mette in interconnessione la poesia di Carlo Invernizzi con le opere di Gianni Asdrubali, Bruno Querci e Nelio Sonego, artisti con i quali Invernizzi ha firmato il manifesto Tromboloide e disquarciata a Morterone nel 1996: trascrizione di una riflessione filosofica relativa alla visione unitaria di mente/corpo, natura/cultura, filosofia/arte, poesia/pittura per cui “L’uomo per la sua costituzione fisica è parte intrinseca della Natura Naturans” e “l’arte (la poesia) è l’uomo Natura Naturans”. A concludere il percorso del primo piano viene presentata una sezione in cui sono esposte fotografie che ritraggono Carlo Invernizzi insieme a diversi artisti, critici, storici dell’arte e filosofi dalla seconda metà degli anni Sessanta sino agli anni Duemila.

Poesia e arte

L’approfondimento dell’interconnessione tra poesia e arte continua nelle prime sale al secondo piano dove sono presenti libri d’artista – editi a partire dagli anni Settanta da Scheiwiller – e realizzati in collaborazione con gli artisti Rodolfo Aricò, Emiliano Bonfanti, Carlo Ciussi, Dadamaino, Riccardo Guarneri, Igino Legnaghi, Alina Kalczyñska, Pino Pinelli, Rudi Wach, insieme ai volumi fatti a mano creati insieme a Nicola Carrino, Alan Charlton, Lesley Foxcroft, Sergio Milani, François Morellet, Bruno Querci, Nelio Sonego, Niele Toroni, Grazia Varisco e Michel Verjux. In questa sezione sono anche esposti estratti dai volumi Diciotto poesie di Carlo Invernizzi nove falchi di Rudi Wach e Lucentizie. Carlo Invernizzi. Sub Specie Temporis. Massimo Donà. Ricostruttivi. Nicola Carrino, già presentati nella Sala Municipale di Morterone.

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Il legame tra il poeta e Morterone

L’ultima parte della mostra riguarda il legame tra il poeta e Morterone – conca incontaminata sul versante orientale del Monte Resegone – dove sia Invernizzi che la sua poesia trovano le loro radici. In quest’ultima sezione le poesie verranno esposte affiancate dalle immagini dei paesaggi e le entità naturali che le hanno ispirate. Verrà inoltre presentato un focus sul Museo d’Arte Cotemporanea all’Aperto di Morterone – luogo in cui arte e natura vivono insieme e coesistono. Proprio sulla spinta delle concezioni filosofiche di Carlo Invernizzi, a metà degli anni Ottanta venne costituita l’Associazione Culturale Amici di Morterone con l’intento di far rivivere, anche creativamente, il territorio – perseguendo l’idea che l’intervento artistico dovrebbe essere un’azione di conoscenza e mai di prevaricazione, proprio come emerge dalla concezione della poetica Natura Naturans.

Mostre, conferenze e pubblicazioni

Nel corso dei decenni questo progetto è maturato attraverso mostre, conferenze e pubblicazioni e ha coinvolto sempre più esponenti della cultura contemporanea e artisti – come Rodolfo Aricò, Gianni Asdrubali, Francesco Candeloro, Nicola Carrino, Lucilla Catania, Alan Charlton, Carlo Ciussi, Gianni Colombo, Dadamaino, Riccardo De Marchi, Riccardo Guarneri, Lesley Foxcroft, Igino Legnaghi, François Morellet, Mario Nigro, Pino Pinelli, Bruno Querci, Ulrich Rückriem, Nelio Sonego, Mauro Staccioli, Niele Toroni, David Tremlett, Günter Umberg, Grazia Varisco, Elisabeth Vary, Michel Verjux, Rudi Wach. Oggi questa visione utopica della convivenza tra arte, poesia e natura è diventata una realtà possibile e ha portato all’installazione permanente di circa 30 opere, le cui immagini sono esposte in questa occasione insieme alle poesie di Carlo Invernizzi – grazie al quale Morterone è potuto divenire “un’autentica soglia poetica”. In questa sala verrà anche dedicato un approfondimento al tema della memoria storica di Morterone in cui, affiancate agli scritti di Carlo Invernizzi, verrano presentate immagini fotografiche di Luigi Erba che ritraggono il complesso di costruzioni del 1600 presenti nella Località di Frasnida, già presentate nella mostra Frasnida tra documento e trasfigurazione tenutasi a Morterone nel 1988.
Al secondo piano sono  inoltre esposte una sezione di opere della mostra Partiture d’ombra: Carlo Invernizzi  Raffaella Toffolo realizzata nel Palazzo municipale di Morterone nel 2016 e le opere di Carlo Invernizzi della serie Indesistibili – in cui poesie e disegni dialogano direttamente sulle tele.
Per questa occasione il regista Francesco Castellani ha realizzato il documentario Carlo Invernizzi. Die Stimme des Dichters e verrà pubblicato un volume che documenta il percorso creativo di Carlo Invernizzi.