Continua il "Tour de Nocc" di Davide Van De Sfroos INTERVISTA ESCLUSIVA

Il prossimo sabato 6 aprile 2019 il Teatro Sociale di Sondrio apre le porte al Tour de Nocc di Davide Van De Sfroos, che sta riscuotendo grande consenso in tutti i teatri d’Italia. Abbiamo voluto sentire Davide per farci raccontare le novità di questo spettacolo.

Tour de Nocc, intervista esclusiva

Ciao Davide, ritorni in Valtellina, questa volta nel salotto buono della città capoluogo. Ci racconti che differenze ci saranno rispetto alle tue ultime visite?

«La grande novità è il tentativo di dare una connotazione estremamente swing, jazz e un po’ anche folk alla mia musica, col ritorno del flauto e con suono non travolgente, più da teatro. Si tratta di un quintetto che propone questo sound che si riassume nella figura epica di Riccardo Luppi e del suo sax. Poi c’è Francesco D’Auria (batteria, percussioni, tamburi a cornice, hang), valore aggiunto non indifferente, il nostro Angapiemage Galliano Persico (violino, tamburello, cori), e infine la chitarra solista di Paolo Cazzaniga che da dietro commenta e dà un secondo accompagnamento. Le canzoni possono essere quelle più recenti ma anche quelle dimenticate nei cassetti. Al centro dello spettacolo c’è un mio momento di improvvisazione con anche omaggi a qualcuno di speciale come accaduto di recente con Fabrizio De Andrè o Nanni Svampa. A seconda della situazione racconto qualcosa di quel territorio. Il mio viaggio in Valtellina è stato molto lungo quindi ho avuto modo di conoscerla molto e la serata di Sondrio sarà un’occasione speciale per raccontarla».

Davide Van De Sfroos e nuovi progetti

E’ un progetto che porterà a un nuovo, veramente molto atteso, lavoro discografico?

«Il disco per il momento è in attesa. Ho canzoni nuove ma voglio capire come registrarle e cosa registrare. Un disco in un modo o nell’altro ci dovrà essere, anche se ormai i dischi ci sono e non ci sono. Adesso però più che altro prendiamo la rincorsa sul tour estivo che, con aggiunta di suoni o ritmiche, potrebbe essere adatto a situazioni all’aperto».

Con la tua serata la Barley Arts di Claudio Trotta inaugura la sua presenza in provincia di Sondrio. Dopo anni di stadi e palazzetti nelle grandi città, il futuro della musica live può essere anche in montagna?

«Una gran parte del rock o della canzone d’autore straniera che io amo fa veramente capo a territori molto simili alla Valtellina. Penso al country per esempio, al New Mexico… Gli artisti, solo per il fatto di arrivare lì, possono essere ispirati. La Valtellina è lunga, diversa ma compatta. Il musicista che lì arriva ha una grande emozione. Deve solo lasciarsi abbandonare all’ospitalità. Con i luoghi e le tradizioni che ha a disposizione questa terra è un lusso per un personaggio che arriva da lontano entrare in una parte d’Italia così forte».

Dicci qualcosa del tuo nuovo lavoro letterario, «Ladri di foglie»

«Il libro è uscito in autunno ed è un libro di racconti che mi è servito molto per far uscire qualcosa in un periodo in cui mi ero un po’ chiuso. E’ un capitolo importante di quello che mi è successo. In vari racconti c’è parecchia filosofia interiore e personale. Adesso sta per uscire una nuova pubblicazione che si intitola ‘Taccuino d’ombre’, cinquanta brani di prosa poetica che uscirà alla fine del mese di marzo sempre per La nave di Teseo e che spero possa piacere».

Marco Quaroni

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