Tradizionale celebrazione eucaristica nella cappella dell’ospedale di Merate con il cardinale Ravasi. L’alto prelato ha offerto parole di conforto a tutti i presenti, specialmente a coloro che vivono la prova della malattia.

Intelligenza e sapienza per lenire la malattia secondo il cardinale Ravasi

Un’omelia toccante quella di sabato 30 dicembre nel corso della messa presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi. Di fronte ad una cappella ospedaliera gremita, sua eminenza ha riflettuto sulla malattia e sulla sofferenza. “In una realtà come quella di un ospedale la conoscenza e lo studio si affiancano alla capacità di sopportazione e alla forza del malato – ha detto il cardinale – il malato ha però anche bisogno di essere confortato e risollevato. Spesso ci sono situazione di grande tristezza e solitudine. Negli ospedali, nelle case di riposo o nelle case. Bisogna cercare di portare calore e colore alla vita”.

La forza della sapienza per avvicinarci all’altro

“Solo con la sapienza, col dare calore, possiamo avvicinarci all’altro e aiutarlo nel bisogno – sono state le parole del cardinale Ravasi – Specialmente quando si è malati e si aspetta che qualcuno venga a farci visita. Che tristezza la solitudine. Che tristezza quando le ore passano tutte uguali senza che nessuno bussi alla nostra porta”. La celebrazione eucaristica è stata allietata dalla Schola Cantorum di Robbiate diretta da Fabio Pagnoncelli. Al termine il cardinale si è complimentato con i coristi per poi intrattenersi a lungo con i presenti che con gioia lo hanno salutato e ringraziato.

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