Grande successo per i Cori sotto la Luna nel concerto andato in scena ieri sera, sabato, a Malgrate.

Cori sotto la Luna nella parrocchiale

Senza parole il pubblico di ieri sera nella parrocchiale San Leonardo per la serata ideata e condotta da Michele Casadio all’interno della proposta nazionale di Feniarco della 25^ Festa della Musica. Ad aderire all’iniziativa il Coro Grigna dell’A.N.A. di Lecco diretto da Riccardo Invernizzi ed il Coro femminile “Vandelia” di Barzio diretto da Maria Grazia Riva (con il contributo alle percussioni di Elisabeth Fadel).

Sostegno a Telethon

Le due compagini corali hanno espresso attraverso le loro melodie tutto l’amore per la montagna nelle sue parentesi storiche e suggestive, infondendo nella parrocchiale un clima di attenzione e meditazione. Ad introdurre il concerto il parroco donAndrea Lotterio che ha da subito promosso e patrocinato “Cori sotto la luna”.

Anche perché con grande convinzione, si è stabilito in fase organizzativa di devolvere l’incasso del concerto alla U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e a Fondazione Telethon, rappresentate dal presidente Gerolamo Fontana che ha illustrato i nuovi progetti 2019.

Grande entusiasmo

Un connubio quindi di grandi temi e scopi che ha fatto di questa serata una perla all’interno nel panorama locale delle proposte musicali di giugno. Proprio per questo motivo si sono uniti con grande trasporto al pubblico anche il Sindaco di Lecco,  Virginio Brivio, il presidente del Coro Valsassina di Cremeno, Graziano Combi, oltre che diverse rappresentanze di alcuni fra i cori U.S.C.I. dei dintorni come l’Accademia Corale di Lecco e I Vous de la Valgranda di Ballabio.

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Il grande libro della natura

“Quando cammino nei boschi mi fermo ad ascoltare le voci degli alberi e i grandi silenzi della montagna. Ho scoperto che la natura è un grande libro, ma ho imparato che, per leggerlo, bisogna prima imparare il suo alfabeto e le sue leggi (…)”. Queste le parole con cui Michele Casadio, presentatore del Vandelia, ha esordito, per incorniciare le esibizioni canore abbandonando il pubblico nel sentore alpestre, affinché il canto alpino possa sempre più esprimere come vero e proprio linguaggio artistico, l’amore per un territorio come il nostro che è ancora, e sempre più, ricco di spunti ed ispirazioni culturali.