Valanga in Grignetta, la ricostruzione di Giuseppe Rocchi.

Valanga in Grignetta, la ricostruzione di Rocchi

È terribile la ricostruzione di quanto accaduto sulla parete est della Grignetta. A farla Giuseppe Rocchi, capostazione del Soccorso Alpino, che spiega come sono morti Ezio Artusi (41 anni) e Giovanni Giarletta (37). «Oggi, alle due circa, ho ricevuto la telefonata da Emanuele (Panzeri, nda). Mi diceva: “Sono preoccupato, ho fatto il canale del Sasso Incastrato ed è partita una piccola slavina”. Diceva di essere preoccupato per Charly (Giarletta) e Artusi». Il canale in sé non è particolarmente impegnativo, ma la quantità di neve, in questi giorni, è tanta nella parte alta. «Panzeri era preoccupato perché uscendo dal canale aveva notato la traccia di una piccola slavinetta, poco movimento, ma percepibile. Aveva anche chiamato Giarletta e Artusi: stavano bene e stavano salendo. Lui poi è sceso con l’altra persona che accompagnava, poi vedendo che gli altri due non arrivavano mi ha avvisato».

La telefonata

Rocchi ha tentato anche di telefonare ad Artusi e Giarletta: «Io ho provato a chiamarli, il telefono squillava ma non rispondeva nessuno. Speravo che avessero i telefoni nello zaino, e che magari la slavina avesse strappato loro lo zaino. Invece no. A quel punto ci siamo alzati con l’elicottero». I soccorritori hanno trovato i corpi delle due vittime fuori dalla neve: «Era una slavina a blocchi di ghiaccio», ha aggiunto il delegato Cnsas Luca Vitali. «Oggi il pericolo valanghe era 1, potrebbe aver influito anche il caldo».

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«Erano due persone squisite»

«Erano due persone squisite», ha ricordato Rocchi. «Col Charly eravamo più che amici, mercoledì in palestra gli avevo detto di non andare in quei posti… Per altro stava guarendo da una brutta botta rimediata sul Cerro Torre. Ad un centinaio di metri dalla vetta lo aveva colpito una scarica di ghiaccio. “Se ti facevi male lì, chi ti veniva prendere?”, gli avevo detto. Solo pochi giorni fa eravamo andati a prenderli a Malpensa, facendo una gran festa. Gli avevo preparato una bella intervista con uno scrittore per fare 6-8 pagine sul Cai, e gli avevo anche detto: “Dovremo fare una bella seratona sul Cerro Torre”».