Tutto il paese si è fermato per l’ultimo saluto al suo sindaco Rino Mauri.

Fin dalla mattina sono cominciate le visite alla camera ardente allestita in Municipio

Le serrande dei negozi abbassate, attività ferme, le scuole chiuse, ovunque silenzio. L’intera comunità ha partecipato questo pomeriggio ai funerali del primo cittadino, stroncato da un infarto lunedì mattina all’età di 70 anni. Fin dalla mattinata i cittadini hanno fatto visita in Municipio dove è stata allestita la camera ardente aperta dalle 8.30, alla presenza del vicesindaco Angelo Isella. Comune che  era una seconda casa per Mauri, che amava il suo paese e lo amministrvava con passione da dieci anni.

La camera ardente allestita in Comune dalla mattina

Il lungo corteo funebre colorato dalle associazioni e da tante fasce tricolore

Il lungo corteo funebre è partito dal Comune alle 14.30. Un corteo aperto dai vessili delle associazioni cittadine, colorato dalle divise della Croce Rossa, dalle Penne nere degli alpini, dalle tute gialle della Protezione civile, dalle felpe grigie degli Amici di San Pietro e degli atleti della Civitz Basket, solo per citare alcuni dei numerosi gruppi presenti, e delle fasce tricolori indossate dai tanti sindaci del Lecchese che non hanno voluto mancare per salutare il loro stimato collega.

Chiesa gremita, pieno anche il salone in oratorio per seguire la diretta streaming sul maxischermo

Centinaia e centinaia le persone che hanno accolto sul sagrato il feretro portato a braccio fino alla chiesa parrocchiale dei santi Vito e Modesto, che poi si sono riversate in chiesa e nel salone dell’oratorio dove è stato allestito un maxischermo per seguire la messa trasmessa in diretta streaming dal sito della parrocchia. Un salone gremito di persone, dove si respirava un’atmosfera di raccoglimento e cordoglio, che hanno seguito con intensita e partecipazione la funzione, esattamente come se fossero state in chiesa. Tante altre persone, invece, hanno seguito il funerale assiepate sul sagrato della chiesa.

Don Gianni: “Ci ha regalato il dono di uno sguardo positivo sulla realtà”

“Il dono che ci ha fatto Rino è quello di uno sguardo positivo sulla realtà, sui progetti, sugli impegni da prendere  – ha detto nella sua omelia il parroco don Gianni De Micheli –  Non era un leader carismatico, è stato però testimone dell’umanità della presenza, quella della porta accanto, della disponibilità, del dialogo. Non si è imposto con soluzioni forti o proclami roboanti, è stato un uomo di relazione, di mediazione, sollecito per le necessità dei fratelli. Rino ci ha offeto il dono del lavoro per l’unità e il dono del desiderio di esserci: dalle partite dei ragazzi alle feste degli anziani, dalle uscite dei gruppi ai raduni per la pulizia dei fiumi, dei boschi, dalle manifestazioni alle riunioni. Rino c’era. Salutava tutti volentieri con  un sorriso schietto. Ed è stato sempre presente ai funerali di tutte le persone di Civate, da quello più povero, di quattro anni fa, con 27 persone, ai funerali solenni dei cittadini più conosciuti, sempre nel suo solito posto. Grazie Rino perchè sei sempre stato presente per tutti”.

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Il messaggio delle istituzioni: “Un grande lavoratore e mediatore, sempre disponibile”

Durante il proseguo della messa hanno recitato un preghiera le società sportive, che hanno ringraziato Mauri per la sua presenza a tutte le manifestazioni, sottolineando il suo attaccamento alle squadre di Civate, in tutti gli sport, le associazioni civatesi, che hanno speso parole d’elogio al sindaco per la sua costante vicinanza, e anche i suo coscritti del 1948. Al termine della funzione, la parola è stata data al Prefetto Liliana Baccari, al presidente della Provincia Claudio Usuelli, al sindaco di Lecco Virginio Brivio, al presidente della Comunità montana Carlo Greppi che hanno parlato a nome delle istituzioni e dei sindaci presenti alle esequie. E nei loro interventi tutti hanno sottolineato il carattere pacato di Mauri, la sua capacità di mediazione, la sua disponibilità, l’indole al lavoro e il suo grande amore per Civate. “Una persona che ha dato tanto, non solo alla sua città, ma a tutta la provincia” ha sottolineato il prefetto.

Il cordoglio del “suo” asilo e dei ragazzi delle scuole

Nei messaggi finali non poteva mancare quello della scuola dell’infanzia “Emilio Nava”, ente morale per anni presieduto da Rino Mauri. “Rino per noi è stato come un buon padre di famiglia  – ha detto l’attuale presidente Damiano Maggi – Hai traghettato l’asilo dalla vecchia alla nuova struttura, lavorando per l’asilo solo per l’affetto semplice e gratuito per i bambini dell’asilo e di chi nell’asilo lavora. Grazie Rino per l’impegno che hai profuso per la scuola e per il nostro paese”. Hanno parlato anche la preside Giovanna De Lonardis, che ha ricordato la costante presenza a tutte le manifestazioni,  la vicinanza e la stretta collaborazione del sindaco all’Istituto Comprensivo, e alcuni ragazzi delle scuole di Civate: “Civate, senza di te che giri in giro per le strade salutando tutti quelli che passano non è più Civate. Ciao Rino”.

L’applauso finale sul sagrato

Il sagrato gremito di persone

A chiudere gli interventi ci hanno pensato la Protezione civile e il vicesindaco Angelo Isella: “E’ sempre stato impegnato per il bene comune e degli altri. Diceva di voler amministrare come un buon padre di famiglia e ha mantenuto la sua parola fino all’ultimo”. Al termine della funzione, la salma, accompagnata dalla moglie Pinuccia e dai figli Giulia, Vittorio e Mario, è stata portata di nuovo a braccio sul sagrato dove è stata salutata da un grande applauso prima di partire verso la cremazione.