Aveva appena trovato lavoro come badante, in un paese del Lecchese, quando per   Salma Bencharki, 29 anni, moglie di Abderrahim Moutaharrik il “pugile dell’Isis”,  è scattato il decreto di espulsione.

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L’indagine “Terre Vaste”

Condannata per terrorismo internazionale nel corso dell’inchiesta “Terre Vaste”  della Digos di Lecco, inizialmente alla 29enne era  stata concessa la detenzione domiciliare. Infatti a Salma Bencharki erano  stati inflitti  in primo grado  5 anni, ma la pena era stata poi ridotta a tre anni e 4 mesi in Appello. Uscita dal carcere nel dicembre del 2017 era stata arrestata nuovamente nel febbraio scorso quando la Corte di Cassazione aveva respinto il suo ricorso e la pena era diventata definitiva. In carcere la donna, alla quale nel frattempo era stata tolta definitivamente la potestà genitoriale dei due figli di 5 e 7 anni, è rimasta solo una quindicina di giorni poi ha fatto ritorno a casa dai genitori, a Primaluna.

 

Il lavoro di badante

Una volta tornata in libertà  Salma Bencharki ha iniziato a cercare un lavoro e dopo diversi colloqui è riuscita a farsi assumere in prova da una coppia di anziani. Ma in queste settimane è sempre stata tenuta d’occhio dagli uomini della Digos di Lecco. Il 12 agosto scorso gli agenti l’hanno fermata per strada e l’hanno portata in Questura. Da lì la donna è stata trasferita in Tribunale a Milano dove il giudice – sentite le parti – ha convalidato il provvedimento di espulsione. Salma è stata quindi accompagnata all’aeroporto di Malpensa dove alle 18.50 è partito l’aereo che l’ha condotta a Casablanca. In Italia non potrà più tornare per i prossimi 10 anni. nel nostro paese restano i suoi figli, affidati al Comune di Valmadrera e collocati presso i nonni.

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La revoca della cittadinanza a Moutaharrik

Mentre Salma si trovava sull’aereo per Casablanca,   ad Abderrahim Moutaharrik, in carcere a Sassari, è stata notificata la revoca della cittadinanza italiana, come proposto dal Viminale qualche mese fa. E’ la prima volta in assoluto, dal 2 giugno 1946, che viene applicato questo provvedimento, sottoscritto dal capo dello Stato.

 

Moutaharrik resterà in carcere fino al 2021, poi anche lui verrà espulso.

 

Il materiale sequestrato nella sua casa di via Panigada

Quando gli uomini della Digos erano entrati nella casa dei due coniugi, in via Panigada, avevano sequestrato 68mila fotografie e 2000 video inneggianti all’Isis.

 

E poi un lungo coltello e la tunica bianca da martire che Abderrahim Moutaharrik avrebbe voluto indossare per compiere attentati in Italia e in Vaticano.