Strage di Erba ancora sotto i riflettori.

Strage di Erba, Azouz ha chiesto di riaprire il caso

Non bastavano le Iene. Ora a chiedere di riaprire il caso della Strage di Erba è anche Azouz Marzouk, padre e marito di due delle vittime oggi sposato con un ragazza da Lecco. In realtà non è la prima volta che ciò accade e probabilmente anche questa volta il suo appello cadrà nel vuoto. Ma giusto per ricordare quanto accaduto, ecco in allegato il documento integrale della Corte Suprema di Cassazione, datato maggio 2011, che spiega le motivazioni che hanno portato alla condanna definitiva di Rosa Bazzi e Olindo Romano.

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Un documento dettagliato

Come riporta giornaledicomo.it chi ha ancora qualche dubbio, la lettura può essere davvero interessante. A partire dalle premesse: “Le investigazioni venivano immediatamente condotte su due direttrici: quella che portava ad indagare sui parenti nordafricani del marito della Castagna, per altro in quel periodo assente perchè in Tunisia, e quella che conduceva a soggetti con cui la famiglia massacrata aveva avuto ragioni di conflittualità e in particolare sulla coppia Romano/Bazzi, che in quella sera inspiegabilmente non si era vista, nonostante il clamore che la scoperta dei cadaveri aveva destato; i due avevano aperto la porta della loro abitazione alle forze dell’ordine solo alle 2.30 e non avevano neppure chiesto cosa mai fosse successo, ancorchè nella corte di fosse registrato un comprensibile notevole trambusto; la Bazzi aveva immediatamente esibito uno scontrino fiscale del McDonald’s, ove assumeva essere stata consumata la loro cena. Le forze dell’ordine non avevano mancato di rilevare che alle ore 2.30 appunto, allorquando dopo ripetuti inviti la coppia aveva aperto la porta della abitazione, era in funzione la lavatrice e la Bazzi aveva una ferita fresca a un dito ed ecchimosi lievi sul dorso della mano sinistra e dell’avambraccio, mentre il Romano aveva un’ecchimosi al braccio”.

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68 pagine di contenuti

Sono poi 68 le pagine, nelle quali sono contenuti tutti gli elementi che gli avvocati difensori hanno portato per provare l’innocenza dei coniugi Romano. Elementi prontamente smontati, uno a uno. Tra tutti, particolare rilevanza ha assunto la confessione di Rosa e Olindo, nella quale erano contenuti “una serie di particolari molto significativi, poichè riferibili solo da soggetti che avessero effettivamente vissuto la scena del crimine (quali il dato che le vittime erano sopraggiunte alla corte con l’auto del Castagna, anzichè con l’auto Panda che la Galli era solita usare, il dato della posizione finale delle vittime, la presenza di due cuscini vicino al corpo della Raffaella e della Galli, la dinamica dell’incendio all’alloggio, l’esatta localizzazione dei focolai di incendio, la corrispondenza della descrizione dello scontro con la coppia Frigerio-Cherubini con quella offerta dal Frigerio stesso)”. E poi il racconto dettagliato di come le vittime siano state uccise, in particolare il piccolo Youssef (“Era stato ferito al collo, con un primo colpo, ma non in profondità e poi con un secondo fendente andato a segno, mentre il suo volto era tenuto fermo con la mano destra dell’aggressore: veniva ritenuto significativo il fatto che la stessa Bazzi, mancina, aveva mimato l’azione facendo appunto notare che con la destra aveva tenuto fermo il viso del piccolino e con la sinistra aveva affondato la lama del coltello”), le frasi scritte da Olindo sulla Bibbia in carcere, la lettera di pentimento inviata a don Bassano…