L’Associazione Nazionale Bonifiche e il Consiglio Nazionale Geologi hanno reso pubblico anche per la Provincia di Lecco l’elenco dei Comuni a rischio ambientale. “La provincia di Lecco ha a suo tempo già realizzato un’indagine e una cartografia inerente i rischi idrogeologici, appuntando al riguardo le zone che andrebbero messe in sicurezza. Due elenchi impressionanti, che mettono in evidenza il prioritario obiettivo della messa in sicurezza del nostro territorio provinciale”. Ne è convinto i consigliere provinciale di Democrazia e Partecipazione Paolo Lanfranchi.

Smottamento sulla Provinciale: “L’ennesimo disastro per il territorio”

“L’interruzione della strada per Morterone a causa di una frana è solo l’ultimo odierno disastro dopo tutti quelli che già si sono succeduti nel corso di questi primi mesi del 2019” sottolinea il riconfermato sindaco di Dolzago. Basti pensare a quanto successo sulla Statale 36 ad aprile a o Bellano, in località tre Madonne “Ciò nonostante non solo il Governo nazionale, ma anche quello regionale continuano ad investire risorse in opere dannose ed inutili ( es. Tav, Mose e in Lombardia Bre-Be-Mi, la Cremona –Mantova, la Pedemontana, la Tangenziale esterna milanese ecc) anziché nella messa in sicurezza del territorio”.

“Servono investimenti per la sicurezza”

Non bastano scongiuri; prevenire è una priorità. Servono subito investimenti in opere di risanamento ambientale. Prevenire costa molto meno che intervenire dopo i disastri che modificano la morfologia del territorio, distruggono opere e vite umane” prosegue Lanfranchi.

Leggi anche:  Incidente sulla Sp5: auto verso Garzeno finisce fuori strada

Una cabina di regia

“La proposta che ci sentiamo di avanzare è quella di attivare quanto prima “una cabina di regia” di cui facciano parte i Comuni, la Provincia e la Regione per la messa a punto di un cronoprogramma d’interventi mirati alla messa in sicurezza delle zone territoriali a rischio idrogeologico già individuate. In sostanza un “piano di lavoro per l’economia ecologica”, condiviso da tutti gli attori provinciali è quello che chiediamo, che fra l’altro potrebbe anche creare nuova occupazione vera, imperniata proprio nella messa in sicurezza del territorio. Opere di risanamento ambientale che hanno dei costi sostenuti che oggi, purtroppo, gli Enti Locali non hanno a disposizione come dovuto. Per questo pensiamo che vada messo in campo un coordinato ed unitario lavoro, da parte dell’Ente Provincia, che coinvolga tutti i Comuni, per far sì che Unione Europea, Governo Nazionale e Governo Regionale intervengano con le dovute risorse economiche a sostegno del cronoprogramma d’intervento che deve essere messo a punto dalla “cabina di regia” che chiediamo venga attivata”.