Adolescenti e web: opportunità e rischi, a partire da sexting, minacce e  intimidazioni. Sono questi i temi di “Ragazzi e social, istruzioni per l’uso”. Si tratta del secondo appuntamento inserito nel ciclo di incontri generazione social promosso da comitato genitori Ge.CO. “Antonietta Nava – Associazione Scuola Famiglia “Don Ticozzi” – Scuol@mica Lc3 “Antonio Stoppani. La data da segnare sul calendario è quella di domani, giovedì 15 marzo. La serata, che verdà la partecipazione di Claudia Bazzocchi, analista e social media manager, avrà luogo a Lecco, nell’aula magna della scuola Ticozzi, dalle 20.45.

Sexting: i numeri a Lecco

Il 5,9 per cento degli adolescenti italiani ha denunciato di avere subìto atti intimidatori tramite sms, mail, chat o social network. Vittime, più di tutti, sono le ragazze: il 7,1% contro il 4,6 dei ragazzi. Se consideriamo poi il sexting, quando due o più minorenni si scambiano, foto, messaggi, video a contenuto sessuale, le percentuali crescono ancora. Un’indagine anonima compiuta due anni fa su 5 mila studenti delle scuole superiori della provincia di Lecco ha evidenziato come il 55% dei ragazzi abbia inviato almeno una volta immagini personali di carattere intimo.

Bullismo 24 ore su 24

“Un problema enorme” spiegano gli organizzatori dell’incontro. “Coinvolge una generazione social in cui per avere un like in più sulla propria pagina si è disposti a tutto. Anche a bullizzare altri ragazzi. A differenza del bullismo tradizionale però, qui la vittima può essere colpita 24 ore su 24 e ovunque si trovi. Nemmeno la propria casa è un rifugio sicuro. In più, il cyberbullo può avere un pubblico vasto, potenzialmente infinito continuando a rimanere anonimo. Questo può spingerlo a colpire in maniera sempre più aggressiva e violenta portando a conseguenze gravi e, spesso, irreparabili”.

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Solo la metà dei bullizzati parla con i genitori

Secondo una ricerca effettuata su da Telefono Azzurro nel 2017, emerge che il 35% dei ragazzi intervistati è stato vittima di cyberbullismo, ma solo 1 su 2 ha avvisato i propri genitori. “Lo spostamento delle relazioni dal piano reale a quello virtuale rischia di spiazzare i genitori che, spesso, non sanno come relazionarsi con i propri figli su questi temi. Gli approcci classici sono due: o la proibizione dell’utilizzo del mezzo o l’assoluto libertà di entrare in rete come e quando si vuole. Questo significa però abdicare dal ruolo genitoriale senza cercare di capire le dinamiche che sottendono alla costante presenza in rete dei ragazzi di oggi”.

 Il ruolo della famiglia

“Sono gli adulti che mettono nelle mani dei figli gli smartphone e tocca a loro dettare delle regole che siano quanto più condivise con loro. Che devono vedere nell’adulto non colui che vieta ma qualcuno a cui chiedere aiuto”. Ed è proprio per cercare di offrire ai genitori alcuni strumenti di comprensione del fenomeno che è stato organizzato l’appuntamento