Con l’operaio morto oggi, 1° marzo a Olgiate Molgora, sale a quattro il numero delle vittime in Brianza e nel Lecchese nell’ultima settimana. Ha assunto, perciò, un particolare valore il presidio unitario promosso dalle confederazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil davanti alla prefettura di Monza questa mattina.

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“Quattro morti in una settimana è uno scandalo”

Silvio Baita, segretario generale della Filca Cisl Mbl (la categoria dei lavoratori edili e del legno), commenta così i gravi fatti accaduti in Brianza in questi giorni che hanno portato alla morte due operai e all’infortunio grave di un terzo.

“Uno dei lavoratori morti – continua Baita – è stato schiacciato da una frana mentre scavava in una buca. Com’è possibile che non fossero state messe le paratie antifrana? Perché? Anche se il terreno è ghiacciato, anche se la terra sembra solida, è facile che smotti. Purtroppo tra gli imprenditori è diffusa una sottovalutazione dei temi della sicurezza e della prevenzione. E i lavoratori ne pagano le conseguenze”.

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La crisi economica

Secondo i sindacati la crisi economica ha portato a una concorrenza esasperata tra aziende edili. “Gli appalti al massimo ribasso hanno fatto il resto. Così le piccole imprese, per riuscire a strappare un contratto, sono costrette a tagliare sui costi. I primi costi che vengono sacrificati sono quelli della manodopera (con il ricorso al lavoro nero) e della sicurezza”.

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I controlli

“Purtroppo – continua Baita – mancano i controlli. Le Aziende sanitarie e l’Ispettorato del lavoro dovrebbero mettere in campo ispezioni più diffuse e più efficaci. È vero che esiste anche un ente che si occupa di sicurezza, il Comitato paritetico territoriale. Non ha però poteri sanzionatori, ma solo di promozione e consulenza in materia di prevenzione”.

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Tragedie evitabili

Nel campo edile si registra una sorta di fuga dal contratto nazionale. “Molte aziende – conclude Baita – applicano contratti diversi da quello edile. Ciò è gravissimo. Se è vero che il contratto edile ha costi più alti, è anche vero che esso prevede una serie di procedure di sicurezza. Per esempio, le 16 ore di formazione obbligatoria dei dipendenti prima di entrare in cantiere. Detto questo, anche per il sindacato è difficile intervenire. Nei cantieri si registra una frammentazione di imprese e coordinarle è difficile. Serve uno sforzo comune per evitare gli incidenti. Senza collaborazione rischiamo di trovarci di fronte ancora a tragedie che erano evitabili”.