“Ho subito insulti di ogni genere da tantissime persone. Proprio ieri ero in tv con una signorina (Asia Argento ndr) che me ne ha dette di tutti i colori, ma che un prete possa dare del pezzo di m…. proprio non lo accetto. Chieda scusa, doni in beneficenza una piccola somma e finiamola qui”. Salvini show oggi dentro e fuori il palazzo di giustizia di Lecco.

Matteo Salvini in tribunale

Dopo tanti rinvii l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini è comparso a palazzo di giustizia a Lecco  per rendere testimonianza nella causa per diffamazione mezzo internet che ha  intentato  nei confronti di don Giorgio de Capitani, ex parroco della parrocchia di Monte a Rovagnate, oggi a Dolzago. Al centro del procedimento penale quattro post, pubblicati dal sacerdote tra il maggio e l’ottobre di 4 anni fa, ritenuti  da il leader del Carroccio lesivi e oltraggiosi.

 

Post che, come è stato sottolineato dallo stesso Salvini, sono stati seguiti anche da altre frasi, video, dichiarazioni….

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Salvini su don Giorgio: “E’ assurdo che un prete possa dare del pezzo di m… a una persona! Chieda scusa”

Camicia bianca e uno stuolo di fedelissimi al suo fianco (in tribunale sono arrivati la senatrice Antonella Faggi, il senatore Paolo Arrigoni, il deputato Roberto Paolo Ferrari, il consigliere federale Giulio de Capitani e il commissario provinciale della Lega Stefano Parolari), Salvini non si è sottratto alle domande di cronisti  e all’occhio di macchine fotografiche e telecamere, sia prima dell’udienza che al termine della sua testimonianza.

Ha più volte ribadito che trova “assurdo che una persona di fede che dovrebbe predicare amore, perdono, pace, si comporti in questa maniera e che possa dare impunemente del pezzo di m…. a qualcuno”, così come ha più volte sottolineato che è stata la mancanza di un gesto accomodante da parte del sacerdote e dei suoi legali a spingerlo a non rimettere la querela.

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La testimonianza

Dopo la costituzione di parte civile da parte dell’avvocato Claudia Eccher, l’ex ministro ed ex vicepremier è salito sul banco dei testimoni. Rispondendo alle domande del Pm Paolo del Grosso e del  giudice Nora Passoni ha ricostruito la vicenda ricordando le molte segnalazioni ricevute in merito alle parole riservate a lui e alla Lega da don Giorgio. Tra queste, oltre all’ormai famigerato epiteto, anche quelle relative al suo assenteismo al Parlamento europeo. “Ci sono dati, e ci sono considerazione che possono essere fatte. Poi ci sono gli insulti non tollerabili soprattutto se pronunciati da un uomo di Chiesa. Io sono in imbarazzo per lui e per l’istituzione che rappresenta”.

La difesa

La difesa, rappresentata dagli avvocati Marco Rigamonti ed Emiliano Tamburini ha puntato a sottolineare che anche il linguaggio utilizzato da Salvini, spesso e volentieri, non si allontana molto dal “registro stilistico” utilizzato dallo stesso don Giorgio.

Nuovo rinvio

Al termine della deposizione di Salvini il giudice si è visto costretto ad aggiornare ancora una volta il processo per l’assenza di un teste (il responsabile della comunicazione di Matteo Salvini). Si torna quindi in aula l’11 novembre 2019.

La reazione di don Giorgio de Capitani

Dal canto suo don Giorgio de Capitani ha accolto con stupore e rabbia la notizia dell’ennesimo rinvio. “Sto male e devo essere operato, è assurdo continuare a rinviare questo processo. Ma questa può chiamarsi giustizia?”