La Polizia di Stato di Lecco ha realizzato un opuscolo per scuole e studenti sul rischio bullismo, alcol, giochi, droga e pericoli di internet.

Un opuscolo per combattere il rischio bullismo

Nuova iniziativa di promozione di legalità e cultura all’interno delle scuole da parte della Questura di Lecco. È stato infatti realizzato un nuovo opuscolo per spiegare ai ragazzi quelli che sono i rischi che possono correre. L’opuscolo è scritto e disegnato a mano dall’assistente capo Marzia Andreis. Presenta una grafica che vuole essere accattivante per i ragazzi, illustrando i rischi a cui i giovani sono esposti. Verrà distribuito nelle scuole medie e superiori e sarà scaricabile dal sito internet della Questura.

Rischio bullismo e le sue conseguenze

Vengono trattati tutti gli aspetti del bullismo: da come possono difendersi le vittime, a quali reati vengono commessi e le possibili conseguenze. «I ragazzi – spiega proprio Marzia Andreis, che dal 2005 svolge il servizio di prevenzione nelle scuole occupandosi di questi temi – non si rendono conto di cosa comporta un certo comportamento. Un calcio, una spinta, un insulto, un pettegolezzo viene giustificato come un gioco o uno scherzo quando invece quelli sono veri e propri reati. Spieghiamo allora le possibili ripercussioni penali, ma anche civile con risarcimento danni a carico dei genitori. Casi di bullismo ormai sono segnalati già in quarta elementare».

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Droga, alcol e cyberbullismo

Il testo preparato affronta anche il tema del cyberbullismo, fenomeno in rapidissima diffusione. «Ormai anche i bambini di sei anni hanno in mano un cellulare. Non ci si rende conto di cosa sia l’ingiuria e la diffamazione. Il cyberbullismo è un fenomeno che davvero distrugge le vittime, talvolta fino a causare atti estremi», prosegue Marzia Andreis. Nell’opuscolo engono inoltre trattati anche fenomeni come la blue whale, l’alcolismo (sempre più diffuso), le droghe e i giochi online, richiamando il ruolo della scuola e delle famiglie e dando consigli sull’utilizzo di internet.

Nelle scuole non si insegna più educazione civica

«Purtroppo – spiega il vicario del questore Carlo Mazza – nelle scuole non si insegna più educazione civica. Abbiamo voluto dare il nostro contributo per spiegare ai ragazzi come seguire le regole corrette e tutelarsi da comportamenti violenti che i loro compagni, anche inconsapevolmente, possono mettere in atto. Un tentativo di dialogo con loro per fargli capire le ripercussioni dei loro comportamenti che a volte sono dei veri e propri reati».