Lo spacciatore nigeriano era già stato denunciato dagli agenti nell’ambito dell’operazione “Ferrhotel”

I poliziotti hanno dovuto recarsi in ospedale a farsi medicare

Beccato a spacciare prende a calci e pugni i poliziotti. E’ successo giovedì sera davanti alle Meridiane. Durante un normale controllo gli agenti hanno notato lo strano comportamento di M. P. 27enne nigeriano. Ma quando si sono avvicinati e gli hanno chiesto i documenti  l’uomo ha reagito male spintonando i poliziotti e prendendoli a sberle e a calci.

Gli hanno trovato tre dosi di marijuana

Gli agenti, dopo averlo immobilizzato, lo hanno perquisito e gli hanno trovato addosso tre confezioni con 90 grammi di marijuana e la somma di 355 euro. Il tutto è stato sottoposto a sequestro e lo straniero è finito in manette per detenzione di stupefacente ai fini di spaccio e per resistenza e lesioni causate al personale operante. Infatti gli agenti, a seguito delle contusioni riportate durante la colluttazione, sono stati accompagnati al Pronto Soccorso del Manzoni dove i sanitari gli hanno dignosticato lesioni guaribili in 4 giorni.

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Condannato a due anni è già libero

Venerdì mattina il 27enne è stato portato in tribunale a Lecco per il giudizio direttissimo. Il giudice monocratico ha convalidato e lo ha condannato a due anni e 6000 euro di multa. Con il beneficio della sospensiva. Il nigeriano era già stato denunciato e allontanato dal centro di accoglienza in occasione dell’operazione «Ferrohotel» condotta dagli uomini della Squadra Mobile scattata nel mese di novembre. In quella circostanza 33 «falsi» profughi erano stati denunciati per spaccio di sostanze stupefacenti in via Ferriera.

Di questi 13 erano ospiti del Ferrhotel, gestito dalla cooperativa Progetto Arca, 10 erano alloggiati in altri centri di assistenza (fra Malgrate, Calolziocorte e Cremeno), 2 erano clandestini e 8 avevano già perso il diritto all’accoglienza per aver già commesso reati nel nostro Paese. Il fatto che dei richiedenti asilo occupassero il loro tempo a spacciare droga ai ragazzin aveva sollevato una selva di polemiche.