Tutto era iniziato da Lecco, e per precisione da Annone dove il Cavalcavia sulla Strada Statale 36 era crollato uccidendo il civatese Claudio Bertini. Una tragedia che aveva spinto Anas a compiere un censimento  “finalizzato a reperire e archiviare la documentazione ufficiale di proprietà di tutti i ponti e viadotti (non in gestione ad Anas) che sovrappassano la rete stradale e autostradale Anas”.  Poi la tragedia del Ponte Morandi ha reso ancora più drammatico il tema dei ponti italiani e il  censimento  è passato sotto la lente attenta della giornalista Milena Gabannelli e del collega Andrea Pasqualetto che, attraverso la rubrica “Dataroom” avevano svelato a tutti che in Italia ci sono ben 1452 ponti senza padrone. O per meglio dire erano, visto che il numero è “sceso” a 954. Proprio oggi, mercoledì 13 febbraio, il Corriere riporta un aggiornamento dell’inchiesta segnalando che nel corso della giornata avrà luogo un “tavolo tecnico tra Anas e Ministero delle Infrastutture e dei Trasporti che dovrebbe fare il punto sui ponti anonimi“.

Il censimento di Anas

Dal canto suo Anas ha anche pubblicato sul proprio sito ufficiale un rendiconto puntuale del censimento.  “Ad oggi il numero di questi cavalcavia è sceso da 1.425 a 954. Si rappresenta al riguardo che, essendo nota la strada su cui insistono queste opere (Provinciali, Comunali, private), Anas prosegue l’indagine presso gli Enti/Proprietari al fine di ottenere la documentazione. Nell’ipotesi che non venga reperita tale documentazione Anas, di concerto con il MIT, individuerà le migliori opzioni per garantire la sicurezza di queste infrastrutture per le quali ha già avviato, nel mese di gennaio, apposite ispezioni con il proprio personale di esercizio”.

I ponti senza padrone nel Lecchese

Secondo i dati pubblicati da Anas i ponti di cui non è nota la documentazione circa la proprietà in Lombardia sono 121 e di questi 14 nel Lecchese.

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Quasi tutti sono attraversamenti che permettono di “scavalcare” la strada Statale 36. Due le eccezioni, entrambe nel Comune di Lecco, che riguardano la 36 racc ovvero la nuova Lecco Ballabio.  Come si vede dalla tabella la situazione riguarda i ponti situati in 7 comuni oltre a quello di Lecco, ovvero Colico, Nibionno, Abbadia, Lierna, Cesana Brianza e… Annone e Civate. Sì proprio le due strutture, quella crollata e in fase di ricostruzione e quella di Isella i cui lavori sono stati affidati ieri, martedì 12 febbraio 2019, sono nell’elenco dei ponti “anonimi”.

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Se la proprietà sconosciuta ad essere noto però è l’ente gestore. In tutti i casi si tratta dei Comuni, tranne che per il sovrappasso di Suello e quello di Cesana che risultano in carico All’Amministrazione provinciale di Lecco.

“Il problema affrontato dopo che ci è scappato il morto”

Ma se i ponti sono senza padrone, chi interviene? E’ questo il nodo focale della questione sollevato da Milena Gabannelli che parla di vuoto legislativo ( la cui lacuna verrà affrontata nell’incontro di oggi)  e che sostiene, citando proprio la tragedia di Annone che “la struttura «ponti viadotti gallerie» di Anas si è sempre occupata delle strutture che per certo erano le sue, non si è mai chiesta se veniva fatta o meno la manutenzione dei ponti che scavalcano le strade che ha in gestione. Il problema se lo è posto solo il giorno in cui c’è scappato il morto”.