Tragedia galleria Pusiano

Otto anni di carcere per l’automobilista della galleria di Pusiano

Il conducente, in stato di ebbrezza, ha causato un incidente mortale che ha portato alla morte di Mattia Mazzina e Ivan Mezzera.

Otto anni di carcere per l’automobilista della galleria di Pusiano

Otto anni di reclusione per la tragedia avvenuta nella galleria di Pusiano, dove un violento schianto ha causato la morte di Mattia Mazzina, 42 anni di Colico, e Ivan Mezzera, residente a Bonzeno, frazione di Bellano, che avrebbe compiuto 44 anni il giorno successivo all’incidente. Entrambi sono deceduti sul colpo a causa dell’impatto devastante che ha coinvolto la loro Volkswagen Golf.

La condanna del giudice

La sentenza è stata emessa dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Como, Maria Elisabetta De Benedetto, che ha condannato Andrea Valsecchi, trentenne di Cesana Brianza e conducente del Ford Ranger coinvolto nel sinistro. L’uomo, attualmente agli arresti domiciliari, è stato accusato di omicidio stradale per aver provocato l’incidente mortale all’interno del tunnel di Pusiano.

I fatti risalgono alla notte tra il 22 e il 23 marzo 2025, quando, intorno alle 2.30, Valsecchi stava percorrendo la Strada Provinciale 639 in direzione Lecco. Secondo le indagini condotte dal pubblico ministero Antonio Nalesso, il conducente viaggiava in stato di ebbrezza e superava i 132 chilometri orari, quasi il doppio del limite di 70 previsto all’interno della galleria.

Durante la corsa, il pick up ha invaso la corsia opposta, colpendo inizialmente una Opel Corsa con a bordo tre cittadini senegalesi e poi schiantandosi frontalmente contro la Volkswagen Golf con a bordo le due vittime e un loro amico, che è riuscito a sopravvivere grazie alla sua posizione sul lato passeggero, lontano dall’impatto diretto.

Le telecamere di videosorveglianza nel tunnel hanno registrato gli ultimi istanti prima dello schianto, fornendo prove cruciali per ricostruire la dinamica dell’incidente. L’impatto ha trasformato la galleria in un luogo di morte e distruzione.

Nonostante la scelta del rito abbreviato, che ha portato a una riduzione di un terzo della pena, il giudice ha inflitto a Valsecchi una condanna più severa rispetto ai cinque anni richiesti dalla Procura: otto anni di carcere. È stata disposta anche una provvisionale immediata a favore dei familiari delle vittime, mentre il risarcimento definitivo sarà determinato in sede civile.