La “Sinistra che cambia Lecco” critica  l’ordinanza anti clochard emessa dal sindaco Brivio. E non poteva essere altrimenti.

La “piaga” dei clochard

Già annunciata dal vicesindaco Francesca Bonacina, l’ordinanza anti clochard a firma del sindaco Virginio Brivio è stata emessa martedì scorso, 12 marzo. In parole povere, vieta i bivacchi dei “senza tetto” nel centro cittadino di Lecco, disponendone la rimozione per ragioni di decoro urbano e di tutela dell’igiene pubblica. Una misura che, alle soglie della bella stagione, risponde alle molte segnalazioni, lamentele e soprattutto reprimenda rivolte all’inquilino di Palazzo Bovara e alla sua Giunta. Pietra dello scandalo i “barboni” che dormono sotto i portici e negli androni del Teatro della Società, di Palazzo delle Paure e e di piazza Affari. In particolare quelli che non si sono schiodati di lì neppure nei mesi più freddi dell’inverno che ora sta finendo.  Ci sono voluti gli stessi mesi per arrivare all’ordinanza di questa settimana. Dopo mesi in cui vanamente si è cercato di persuadere quei clochard a levare le tende spontaneamente.  Ma se c’è chi è d’accordo con il colpo di spugna, inevitabilmente c’è chi lo critica. Come Alberto Anghileri, consigliere comunale di “Sinistra che cambia Lecco”.

“Il sindaco requisisce i miseri averi ai poveri”

“Il Sindaco della nostra città ha emesso un’ordinanza  con lo scopo di “tutelare il decoro urbano” a seguito delle lamentale di alcuni cittadini. Con questa ordinanza il Sindaco autorizza o per meglio dire ordina alla polizia locale di rimuovere: “giacigli, coperte, scatoloni, indumenti o altre suppellettili” posizionate in aree pubbliche o di passaggio. Tradotto dal freddo linguaggio burocratico, con questa sua ordinanza il Sindaco requisisce i miseri averi di chi per scelta o per necessità si trova a dover vivere per la strada”.

“Nemmeno fossimo nel Bronx”

“Nemmeno fossimo nel Bronx o in qualche enorme periferia di qualche metropoli asiatica o sudamericana. Nella nostra città, per fortuna, sono pochissime le persone che vivono per la strada. Quasi sempre si tratta di donne e uomini fragili con tantissimi problemi alle spalle, persone che hanno perso il lavoro o la casa e magari anche gli affetti familiari. Persone che necessitano di aiuti, morali e materiali, che bivaccano sotto i portici della ex Deutsche Bank, o in altri angoli sperduti della città, ma parliamo di pochissime unità.
Ancora una volta invece che eliminare la miseria e affrontare le fragilità umane si combattono i poveri e le persone più fragili”.

“Per accontentare qualche benpensante”

“Signor Sindaco, per accontentare le lamentele di qualche benpensante, non esita a mettere in difficoltà i più deboli, ordina di “requisire e distruggere” i loro miseri averi, un materasso usato, qualche cartone usato come giaciglio, usati la notte e quasi sempre ripiegati e nascosti durante il giorno. Come sempre forti con i deboli e deboli con i forti”.

“Per quanto ci riguarda ci opporremo con forza a questa sua ordinanza sbagliata, inutile e odiosa. Viviamo in un periodo davvero brutto, l’odio e il disprezzo verso il diverso sono diventati la quotidianità, la cattiveria verso chi ha un altro colore della pelle, o pratica una religione diversa, o vive in maniera non “normale” sembrano diventati la normalità”.

“Signor Sindaco, lo diciamo con grande dispiacere ma la sua ordinanza sembra proprio seguire questa brutta strada”.

Alberto Anghileri

consigliere comunale “con la sinistra cambia Lecco”