Niente permessi per le donazioni Avis: nuovo capitolo del processo Gilardoni.

Nuova udienza questa mattina  del processo Gilardoni

“La donazione di sangue? La faccia al sabato, i professionisti non interrompono il lavoro”.
Sì, perché ai lavoratori della Gilardoni Raggi X non erano concessi i permessi per andare all’Avis. Lo ha detto questa  mattina in tribunale a Lecco, davanti al giudice monocratico Martina Beggio, la dottoressa Lorella Ortelli dell’Ispettorato del lavoro che per due volte, nel 2014 e nel 2016 ha effettuato un’ispezione all’azienda mandellese. Alla sbarra l’ex presidente Maria Cristina Gilardoni, 83 anni, e l’ex direttore Roberto Redaelli, 36 anni, accusati di lesioni personali gravi e di maltrattamenti alla Gilardoni Raggi X. Imputati con loro anche il socio di minoranza Andrea Ascanio Orsini, 53 anni e il medico Maria Papagianni, 45 anni che devono rispondere di reati minori.

In due casi l’Avis di Mandello ha scritto alla Gilardoni

“La procedura dell’azienda era di non concedere mai il consenso per le donazioni – ha precisato Lorella Ortelli – tanto che in due casi l’Avis di Mandello era intervenuta facendo presente che la donazione non è soggetta a restrizioni. Da quanto ho capito malgrado il diniego due persone si erano recate comunque all’Avis e si erano viste decurtare lo stipendio”.

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“Me ne frego se ha problemi famigliari”

E poi ancora a una lavoratrice part time è stato chiesto un impegno a tempo pieno al quale la donna aveva dovuto opporre un diniego per motivi personali. “Maria Cristina Gilardoni aveva risposto “me ne frego dei suoi problemi familiari”. Sono in grado di riconoscere le risposte della signora Gilardoni sui fogli, perché firmava sempre con la penna rossa”.

Dipendenti con patologie da stress

Una situazione ribadita anche dalla dottoressa Claudia Toso, medico del lavoro presso il servizio prevenzione e sicurezza. “Abbiamo effettuato due ispezioni – ha detto – durante le quali sono emerse diverse violazioni. Inoltre acquisendo le cartelle cliniche dei dipendenti ci siamo resi conto che alcuni di loro soffrivano di patologie causate dallo stress e dalla tensione sul posto di lavoro”.
Al termine dell’audizione dei testi la seduta è stata rinviata al 23 gennaio.