E’ morto Gian Marco Moratti, fratello dell’ex presidente dell’Inter. Cordoglio anche a  Imbersago dove lo storico patron nerazzurro vive nella splendida villa di famiglia ( venne comprata dal commendatore Angelo Moratti nel 1954) situata proprio all’inizio del paese.

Lutto per la scomparsa di Marco Moratti

I funerali di Gian Marco Moratti, scomparso  stanotte a 81 anni, verranno celebrati  domani, martedì,  alle  11 nella Chiesa di San Carlo al Corso in piazza San Carlo a Milano. E’ quanto si legge nel comunicato di cordoglio dell’Inter. La società “partecipa con commozione al dolore per la scomparsa del fratello maggiore di Massimo Moratti”. Gian Marco Moratti  era stato infatti  un dirigente dell’Inter. ”La proprietà e il club tutto, insieme ai tifosi nerazzurri si stringono intorno alla famiglia Moratti in questo momento di profonda commozione”.

La vita e la famiglia

Figlio dell’imprenditore Angelo Moratti, è stato sposato 2 volte e ha avuto quattro figli.  Angelo e Francesca, avuti dal primo matrimonio con Lina Sotis, e Gilda e Gabriele, nati dalle seconde nozze con Letizia Brichetto Moratti, ex sindaco di Milano. Con il fratello Massimo era anche socio accomandatario e vice presidente della Angelo Moratti S.a.p.a.. Er anchì componente del consiglio direttivo del IEFE e dell’Università commerciale Luigi Bocconi di Milano.

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Ha ricoperto diversi incarichi, tra cui quelli di presidente dell’Unione petrolifera, componente del Comitato ministeriale per l’industria e l’ambiente, componente del Comitato interministeriale per il coordinamento dell’emergenza energetica, componente del Comitato nazionale di coordinamento contro l’abuso di droghe, componente del consiglio di amministrazione della società editoriale Corriere della Sera, della Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. e della Internazionale F.C. Milano S.p.A., presidente di Norman Kraig & Kummel Italiana S.r.l.

È stato il principale sostenitore della comunità di San Patrignano fin dagli albori del progetto alla fine degli anni settanta. Il suo appoggio al lavoro di Vincenzo Muccioli e successivamente del figlio, è stato determinante per lo sviluppo della comunità