Nulla di fatto nel processo che vede imputato don Giorgio de Capitani, chiamato in causa dal Ministro dell’interno Matteo Salvini che ho lo ha denunciato per diffamazione.  Oggi, mercoledì 27 marzo 2019 in  Tribunale a Lecco i  legali del sacerdote de La Valletta e del leader del Carroccio e Ministro dell’Interno si sono ritrovati  davanti al giudice Nora Passoni. L’obiettivo, secondo quanto era stato annunciato dal religioso,  era quello di fissare una data per la testimonianza in aula di Matteo Salvini.

Salvini contro don Giorgio

Un processo, quello per diffamazione intentato da Salvini, iniziato da tempo, ma che è stato più volte rimandato proprio perchè il leader della Lega non si è ancora presentato in aula. E anche questa volta non è stata trovata la “quadratura del cerchio”, o per meglio dire il legale del Ministro non ha potuto confermare un arrivo imminente di Salvini a Lecco. Se ne riparlerà il 15 maggio, giorno in cui è stata caledarizzata una nuova udienza.

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“Fuori i leghisti dalle chiese”

La vicenda giudiziaria non è l’unica che vede il politico e il religioso contrapposti. Lo scorso anno si erano scatenate fortissime polemiche  dopo  un intervento di don Giorgio alla trasmissione di Radio 24 La Zanzara. “Salvini si dice cristiano, ma è un blasfemo. Bisogna scatenare una guerra civile, bisogna mandare via i barbari dall’Italia, i razzisti. Fuori. Che vadano dove vogliono andare. Ma non in Italia. Una nazione che è sempre stata civile. Oggi abbiamo la disumanità, il Male. Certo tutti diciamo che esiste solo una razza, la razza umana. Tranne alcuni che non appartengono a questa razza umana. che sono i leghisti, che sono barbari. Salvini in primis” aveva affermato il sacerdote. Scatenando per altro numerosi commenti di indignazione da parte dei leghisti del territorio, ma non solo.