Si trattò di una associazione  a delinquere di stampo mafioso. Lo hanno riconosciuto ieri i giudici della Prima sezione della Corte d’Appello di Milano chiamati giudicare Ernesto Palermo, Claudio Bongarzone e Alessandro Nania nell’ambito del processo Metastasi Bis, ovvero l’ennesima tranche del processo scaturito a seguito dell’ormai famigerata inchiesta sul Pratone di Parè di Valmadrera. Un vicenda scoppiata come un bubbone nel 2014 e che ha visto il coinvolgimento anche di ex amministratori come  appunto il consigliere comunale di Lecco Ernesto Palermo o l’allora sindaco di Valmadrera Marco Rusconi.

Metastasi, riconosciuta la mafia

Si perchè dopo che la sentenza  d’appello (ricordiamo che i tre fin dal primo istante avevano scelto di avvalersi del rito abbreviato che, in caso di condanna, concede lo sconto di un terzo della pena) aveva derubricato l’accusa nei loro confronti da  associazione per delinquere di stampo mafioso ad associazione semplice, con un alleggerimento delle pene, ovvero 4 anni e 6 mesi a Palermo, 3 anni e 4 mesi a  Bongarzone e  6 anni e 8 mesi ad Alessandro Nania, era scattato il ricorso.  Il Giudici della Corte di Cassazione avevano quindi rinviato al Gup tutti gli atti  chiedendo  proprio una rivalutazione sull’associazione.

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10 anni all’ex consigliere Palermo

E ieri così è stato. Nel processo di Appello Bis  le toghe milanesi hanno riconosciuto il sodalizio criminale di stampo mafioso e hanno condannato Ernesto Palermo 10 anni e 4 mesi, 7 anni 9 mesi e 10 giorni a Nania e 7 anni a Bongarzone.  Resta da vedere se gli imputati ricorreranno contro la sentenza.  Definitive invece le condanne per gli altri coinvolti, a partore da Mario Trovato LEGGI QUI TUTTI I DETTAGLI