I protagonisti delle storie di vita che Giancarlo Vitali ha raccontato a colpi di pennello sulle sue tele erano tutti in chiesa, venerdì scorso, per un ultimo saluto al più grande pittore italiano contemporaneo.

Giancarlo Vitali, un saluto per tutti

La figlia del grande pittore, Sara, al funerale ha ringraziato tutti coloro che sono stati vicini a suo padre prima dell’addio definitivo. “Mio padre avrebbe fatto lo stesso”, ha detto Sara con la voce rotta dall’altare della chiesa dei Santi Nazaro e Celso, nel cuore di Bellano. Ed ha proprio ragione perchè Giancarlo Vitali è stato un maestro nell’assegnare ad ognuno il suo nome, la sua storia, il suo volto: designava storie di vita e poi le disegnava, le tratteggiava sulla tela e le immortalava. Ma con la tela Giancarlo Vitali ha scritto anche la sua di biografia, ha raccontato di sè, e ha dato corpo al suo mondo, alla “Bellano che fu” e che oggi non è più.

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“Se non c’è verità, non c’è pittura”

Nelle sue opere Giancarlo Vitali ha sempre voluto metterci la realtà tanto da rendere il rapporto tra la vista e il dipinto fortemente diretto, vivo, vero e nitido. Qual era allora il suo rapporto con la verità? “Molte volte la pittura può essere menzognera, la fantasia ti porta a ribaltare le cose, a stravolgere la realtà. Nella vita è reale, quindi vero, chi dà valore alle cose che contano. Così è stato per me nella pittura: non sono mai andato a cercare i “lampioni”. Se non c’è verità, non c’è pittura”. Ecco le ultime parole che il grande maestro ha rilasciato al Giornale di Lecco qualche giorno prima di morire.

Tutti i particolari e l’intervista completa di Giancarlo Vitali sul Giornale di Lecco in edicola da oggi, lunedì 30 luglio. Da pc clicca qui per la versione sfogliabile, mentre sul tuo cellulare cerca e scarica la app “Giornale di Lecco” dallo store.